Impatto Sonoro
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Back In Time

Back In Time: LAURYN HILL – The Miseducation Of Lauryn Hill (1998)

Per quanto fugace l’apparizione di Lauryn Hill sullo scacchiere della musica nera rappresentò uno scossone con pochi precedenti. Il merito di avere partorito un evergreen nonché uno dei dischi più rappresentativi degli anni ’90, alla tormentata artista non lo potrà mai togliere nessuno.

Back In Time: JANE’S ADDICTION – Nothing’s Shocking (1988)

Ok, siamo tutti d’accordo che “Nothing’s Shocking” non sia a tutti gli effetti il capolavoro della band, ma per quanto la carne al fuoco fosse più di quanta si potesse mangiare in un solo pasto i Jane’s Addiction portarono in seno al rock un nuovo modo di porsi, un ibrido glam e violento nella resa, ma tremendamente pesante nel suo ruolo artistico.

Back In Time: MUDVAYNE – L.D. 50 (2000)

“L.D. 50” era l’illusione che essere alieni o mutanti o semplicemente coraggiosi potesse rendere il nu-metal qualcosa di futuribile e non solo un passatempo usa e getta. Come una nave madre extraterreste assopita sotto una coltre di cavi e metallo, ruggine e fuliggine, che ancora attende di essere scoperta per davvero. Nient’altro che una meteora.

Back In Time: INTERPOL – Turn On The Bright Lights (2002)

Interpol

“Turn On The Bright Lights” è un gioiello dark e romantico dal carattere estremamente emozionale e all’epoca sembrava davvero aver illuminato una notte infinita con una luce forte e inestinguibile.

Back In Time: KORN – Follow The Leader (1998)

A ben 20 anni di distanza da quando “Follow The Leader” approdò sugli scaffali dei negozi di dischi il risultato, dopo l’ennesimo ascolto, resta invariato: suona fresco come una rosa e pesante come un caterpillar rovente incendiato da uno stormo di psicopatici inferociti.

Back In Time: TYPE O NEGATIVE – Bloody Kisses (1993)

Nella storia dell’heavy metal raramente abbiamo assistito a una fusione così aggraziata e ricca di sfumature tra Beatles e Black Sabbath, amore e odio, passione e dolore, vita e morte.