Impatto Sonoro
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Back In Time

Back In Time: TURBONEGRO – Ass Cobra (1996)

“Ass Cobra” è un disco che oggi non potrebbe uscire e che verrebbe martoriato senza pietà dal farlocco perbenismo del web che ha preso il posto dei censori delle grandi stazioni radio/etichette musicali/emittenti televisive del passato ma è anche e soprattutto un disco che ha ridefinito l’idea di violenza punk e di commistione di genere fino a battezzare il concetto di deathpunk

Back In Time: MOGWAI – Rock Action (2001)

Mogwai

Talvolta sottovalutato, “Rock Action” è invece un disco fondamentale nella discografia dei Mogwai, un lavoro di sintesi in cui convivono il passato e il futuro e che segna con successo la prima di una lunga serie di magistrali operazioni di demolizione e ricostruzione dell’universo post-rock.  

Back In Time: FUGAZI – End Hits (1998)

Fugazi

“End Hits” è l’album che i Velvet Underground avrebbero composto se fossero stati un gruppo post-hardcore. Un disco disarticolato e concettualmente affine ad un opus dadaista, fondato sull’uso sconsiderato dello strumento musicale ma al contempo mutuato dal disagio paranoide della propria epoca.

Back In Time: MASSIVE ATTACK – Mezzanine (1998)

Massive Attack

Se mai artwork ha costituito una sintesi perfetta dei contenuti musicali che accompagnava, quello di “Mezzanine” è senz’altro il caso migliore: un grottesco insetto nero, stravolto nella sua fisionomia naturale da bizzarri innesti meccanici, su uno sfondo bianco immacolato.

Back In Time: BLACKLISTED – Heavier Than Heaven, Lonelier Than God (2008)

Blacklisted

Dopo dieci anni, “Heavier Than Heaven, Lonelier Than God” rappresenta ancora una pietra miliare mai dimenticata nè da tutti i kids che hanno vissuto la scena statunitense in quel periodo, né tantomeno da tutte le band che l’anno usata come un Vangelo per proporre nuove sonorità.

Back in Time: NINE INCH NAILS – Year Zero (2007)

Nine Inch Nails

“Year Zero” riprende trame scontate e sonorità che interrompono una qualche evoluzione musicale nel progetto Nine Inch Nails, senza sottrarsi a uno sfruttamento di ritmiche più molli e meno ruvide.