Impatto Sonoro
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Back In Time

Back In Time: SLIPKNOT – Iowa (2001)

Relegati nella branca oceanica del nu-metal, nel loro cuore di sangue, caos e distruzione gli Slipknot hanno sempre avuto una tendenza a cose ben più estreme e “Iowa” ne è la prova più schietta.

Back In Time: PEARL JAM – No Code (1996)

Pearl Jam

Il Grunge non è morto, ma sta cambiando, e “No Code” è il momento di raccoglimento, di silenzio, in cui si ascolta il vento del mondo e si accumulano una grinta e una determinazione più profonda.

Back In Time: QUEENS OF THE STONE AGE – Songs For The Deaf (2002)

Cos’era questo “Songs For The Deaf”? Questo titolo ficcante e un po’ cinico faceva paura, era bello e perfetto per quello che, veloce come il caldo vento dei deserti, per usare un cliché atto alla bisogna, ascoltai uscire dalla mia triste radiolona Sony con lettore CD.

Back In Time: THE JESUS LIZARD – Down (1994)

“Down” è un’esperienza unica, simile a quella che si potrebbe provare a bordo di montagne russe impazzite.

Back In Time: FILTER – Title Of Record (1999)

Un suono fresco, limpido, dinamico e definito che caratterizza ogni singolo minuto del lavoro. Privo di naturalezza? Forse. Ma poco importa: siamo pur sempre in zona industrial. Anzi, è proprio questa leggera patina artificiale a rendere il tutto piacevolmente “novantiano”.

Back In Time: JEFF BUCKLEY – Grace (1994)

Quella di Jeff Buckley era una voce intima e personale, la trasposizione in musica d’un mondo interiore che anzi, cercava in tutti i modi di estraniarsi da quello tangibile.