Impatto Sonoro
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Back In Time

Back in Time: NINE INCH NAILS – Year Zero (2007)

Nine Inch Nails

“Year Zero” riprende trame scontate e sonorità che interrompono una qualche evoluzione musicale nel progetto Nine Inch Nails, senza sottrarsi a uno sfruttamento di ritmiche più molli e meno ruvide.

Back In Time: RAGE AGAINST THE MACHINE – Evil Empire (1996)

“Evil Empire” non è un disco minore: è semmai un rivoluzionario “pop” che si riscopre e reinventa. Se il difetto imputabile è il suo essere meno pesante di “Rage Against The Machine”, beh, alla faccia del difetto. Trovatelo un altro album “hip hop” così.

Back In Time: MARLENE KUNTZ – Catartica (1994)

Marlene Kuntz

Riascoltare un disco come “Catartica”, soffermandosi sull’attraente copertina raffigurante quell’immenso fiore, rievoca inevitabilmente quella bella decade dei Novanta, satura di motivi per cui ricordarla ed elogiarla. È sempre bello affacciarsi da quella finestra dei ricordi “in volo libero sugli anni andati ormai”.

Back In Time: IRON MAIDEN – Seventh Son Of A Seventh Son (1988)

Iron Maiden

Guardare sempre avanti: questo è l’imperativo che ha guidato l’ascesa degli Iron Maiden al trono dell’heavy metal nei primi anni Ottanta. C’è stato però un momento in cui la band ha dovuto guardare non solo avanti ma oltre, oltre se stessa e il perimetro di un genere che aveva in larga parte contribuito a definire.

Back In Time: AFTERHOURS – Germi (1995)

“Germi” è un disco che se fosse uscito negli States sarebbe stato targato Sub Pop. “Germi” è il disco che assieme a “Catartica” ha cambiato tutto, che ha fatto cagare addosso i genitori e che ha ridato vita ai morti (viventi), che ha dato coraggio agli stronzi e che ha ricombinato le regole del male e del contro.

Back In Time: TOOL – Undertow (1993)

“Undertow” non guardava né all’anima né al cosmo bensì si toglieva i pantaloni e piangeva sui propri organi genitali amare lacrime di consapevolezza, malcelata rabbia e singulto d’orripilanti mostri interiori impossibili da scacciare.