Impatto Sonoro
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Back In Time

Back In Time: SONIC YOUTH – Daydream Nation (1988)

Sonic Youth

“Daydream Nation” era ai tempi una sorta di statuto fondativo di una generazione contro, che del disagio aveva saputo abbracciare gli aspetti più stimolanti e creativi, plasmando una coscienza musicale e sociale nuova e alzando una barricata mai così solida e invalicabile tra underground e mainstream. E tutto questo rumore che divorava pian piano ogni forma di melodia fino a farla schiava e poi complice non poteva che esserne dimostrazione migliore.

Back In Time: TALK TALK – Spirit Of Eden (1988)

Talk Talk

Non è un lavoro che possa lasciare passivi, siete costantemente attaccati e provocati, sta a voi decidere se lo strumento vi cambierà la vita o ve la sfiori solamente. Non posso che ringraziare Mark Hollis ogni giorno, ovunque egli sia.

Back In Time: KORN – Korn (1994)

Il resoconto di una gioventù segnata da incomprensioni, rapporti fallaci e trascorsi famigliari dolorosi. Un’elegia funebre dettata dal rimpianto per un’innocenza violata e irrimediabilmente perduta.

Back In Time: EINSTÜRZENDE NEUBAUTEN – Kollaps (1981)

Il rumore è l’unica costante in un mondo sempre più fiaccato da suoni e melodie intercambiabili. Il rumore è un variante evolutiva tanto inarrestabile che dimenticarlo è impossibile. Fa parte di noi, volenti o nolenti.

Back In Time: THE DILLINGER ESCAPE PLAN – Calculating Infinity (1999)

I Dillinger Escape Plan non solo hanno avuto l’idea folle di prendere un disco come “The Shape Of Jazz To Come” e suonarlo con la furia il nichilismo e il tiro hardcore, ma anche la bravura di mettere il tutto nero su bianco con una facilità e una confidenza nei propri mezzi, scioccante.

Back In Time: DEFTONES – Adrenaline (1995)

Ai Deftones delle delimitazioni di genere già allora fregava poco e niente e la leggiadra pesantezza di “Adrenaline” ne fu esempio chiave di un’intera carriera.