Impatto Sonoro
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Back In Time

Back In Time: SILVERCHAIR – Frogstomp (1995)

Avere tra le mani “Frogstomp” fu qualcosa di così bello per essere vero che molti, davvero troppi, non vi credettero abbastanza.

Back In Time: DOWN – Down II: A Bustle In Your Hedgerow (2002)

“II” è un album che soffre e trasuda oscenità, il sangue come liquame nero, ispirato da tutto ciò che di negativo può esserci sul tragitto dalla culla alla tomba e serve a liberarsi dal fardello che ci opprime mentre ci muoviamo verso il momento inevitabile.

Back In Time: STATIC-X – Wisconsin Death Trip (1999)

Un trip su cui si abbattono piogge torrenziali di chitarre mutanti e sintetizzatori gelidi che ammaccano l’auto, accompagnate da ritmiche disumanizzate e precise al millimetro su cui svetta l’ugola di Wayne, bestiale transumanza di anime dannate attraverso le corde vocali, prese dal recesso più fetido delle slum di una città cibernetizzata incastrata tra lo Stige e l’Inferno più nero.

Back In Time: dEUS – The Ideal Crash (1999)

dEUS

“The Ideal Crash” è il disco che racconta un epoca. Un album dalla qualità dei pezzi altissima, quello che meglio rispecchia la dimensione della fine degli anni 90, almeno in Europa. Un album che potevi ascoltare in casa, dal vivo, in un club, era sempre adatto, era una musica che ti accompagnava sempre.

Back In Time: CAN – Tago Mago (1971)

A distanza di quasi cinquant’anni dalla sua uscita, continua ad esercitare un fascino magnetico e malsano, come un rituale che si ripete da generazioni e che non smette di incantare.

[Back In Time]: BUTTHOLE SURFERS – Locust Abortion Technician (1987)

Un coacervo insensato di stilemi sconclusionati atrocemente compressi in un’unica soluzione, e il fatto che funzioni è già di per sé un miracolo senza pari.