Impatto Sonoro
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Back In Time

Back In Time: SYSTEM OF A DOWN – System Of A Down (1998)

È proprio così, riuscendo a spaziare dal caos alla melodia, plasmandoli e mixandoli insieme che il progetto SOAD diventava qualcosa di veramente particolare e importante. A partire dal nome della band, passando per la musica e arrivando ai testi, il fattore comune è sempre uno: rivolta e antagonismo verso un sistema malato e corrotto.

Back In Time: KYUSS – Welcome To Sky Valley (1994)

“Welcome To Sky Valley” è l’album la cui ebbrezza porta più vicino all’assoluto, ma solo per qualche attimo poiché “uno sguardo attraverso la porta è sufficiente”. Dispone di una forza primitiva, il cui suono deve far sì che si acceda all’estasi mediante un movimento continuo, come un derviscio rotante, il muro di suono dei Kyuss.

Back In Time: SCREAMING TREES – Dust (1996)

“Dust” fu un album figlio di anni bui, incertezze, disequilibri interni, ma il risultato è uno dei manifesti di un’epoca.

Back In Time: ORCHID – Chaos Is Me (1999)

Orchid

Fu l’inizio di una nuova epoca, per chi studiava, per chi lavorava, per chi suonava. Finalmente era il pensiero e non l’azione il punto focalizzante della ricerca musicale.

Back In Time: DUNGEN – Ta Det Lugnt (2004)

Nungen

Proprio come una foresta incontaminata che siede ai confini di una grande metropoli, i Dungen resistono da quasi due decadi all’urbanizzazione senza scrupoli dell’industria musicale, ergendosi a paladini di un patrimonio musicale tanto sconosciuto quanto influente.

Back In Time: RANCID – Let’s Go (1994)

Rancid

“Let’s Go” è stato una rampa di lancio per la carriera dei Rancid, un disco adrenalinico, pieno di energia e dritto al punto: un uovo che si schiude per liberare l’anima più profonda della band.