Impatto Sonoro
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Back In Time

Back In Time: ALICE IN CHAINS – Alice In Chains (1995)

Gli AIC non hanno mai sfruttato la loro fama, quando ci si aspettava un nuovo album hanno fatto uscire un EP acustico. E poi un altro. E poi? Un capolavoro che nessuno si aspettava. Questo.

Back In Time: THE RADIO DEPT – Lesser Matters (2003)

Radio Dept

“Lesser Matters” è un autentico gioiello pop degli anni zero. Un capolavoro troppo spesso dimenticato, di una band che non ha mai avvertito l’urgenza dei riflettori, ma che avrebbe meritato più attenzione di quella di cui ha goduto e gode tuttora.

Back In Time: THE OFFSPRING – Americana (1998)

Nonostante fosse un disco da nulla si erse sopra gli altri. Non vi sembra assurdo? A me sì e rimettendolo su provo le stesse identiche cose di una volta: un misto di fastidio e impossibilità di dimenticarne i singoli. Eppure fu generazionale, tanto che il refrain di “Pretty Fly” lo canticchiamo tutti, se ripassa da qualche stereo. Maledizione.

Back In Time: SYD BARRETT – Barrett (1970)

Non era semplicemente la superficialità di sorridere e dimenticarsi di tutto il resto, era un immergersi totalmente in qualsiasi cosa e galleggiarci dentro come una barchetta di legno su un oceano sconfinato. È quella per me la fonte della spensieratezza di “Barrett”: la consapevolezza profonda di essere un piccolo nulla in mezzo all’infinito.

Back In Time: ANDREW W.K. – I Get Wet (2001)

L’Andrew W.K. che sull’iconica copertina di “I Get Wet” gronda sangue dal naso e ci fissa con occhi spenti ha il volto di un uomo disposto a farsi del male pur di essere realmente felice

Back In Time: PEARL JAM – Vs. (1993)

Pearl Jam

Un disco perfetto, dove si alternano grida di unità e libertà a momenti intimi da condividere con pochi. Un suono che ha raggruppato milioni di ragazzi in una dimensione finalmente primitiva dove le sovrastrutture sono crollate.