Impatto Sonoro
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Back In Time

Back In Time: METALLICA – Ride The Lightning (1984)

Metallica

Per chi ama questa band, ogni nota di questo disco, dopo trentacinque anni, ha un assunto un significato importante, ed è proprio quel significato che motiva e rinforza quella vena di sana nostalgia che lo rende ancora oggi importante e interessante.

Back In Time: FANTOMAS – The Director’s Cut (2001)

Un bel macello di avantgarde-metal, noise sperimentale e schegge di grind-core ed hc destrutturato che si alternano in maniera chirurgica e con una precisione al limite del manicomio. Una sfida folle e ambiziosa, a conti fatti stravinta.

Back In Time: THE DILLINGER ESCAPE PLAN – Miss Machine (2004)

Non c’è un angolo buio in ‘sto disco, non uno, non un momento di rifiato, solo un treno che ha perso totalmente il controllo e che sarà pronto a travolgere e portarsi dietro tutti quanti. O lasciarli indietro, fregandosene alla grande.

Back In Time: CARCASS – Swansong (1996)

Carcass

Pur essendo meno influente dei suoi illustri predecessori, “Swansong”rappresenta la chiusura perfetta dalla parabola evolutiva di una band inarrivabile.

Back In Time: SYSTEM OF A DOWN – System Of A Down (1998)

È proprio così, riuscendo a spaziare dal caos alla melodia, plasmandoli e mixandoli insieme che il progetto SOAD diventava qualcosa di veramente particolare e importante. A partire dal nome della band, passando per la musica e arrivando ai testi, il fattore comune è sempre uno: rivolta e antagonismo verso un sistema malato e corrotto.

Back In Time: KYUSS – Welcome To Sky Valley (1994)

“Welcome To Sky Valley” è l’album la cui ebbrezza porta più vicino all’assoluto, ma solo per qualche attimo poiché “uno sguardo attraverso la porta è sufficiente”. Dispone di una forza primitiva, il cui suono deve far sì che si acceda all’estasi mediante un movimento continuo, come un derviscio rotante, il muro di suono dei Kyuss.