Impatto Sonoro
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ESSERE INDIE CON IL POP DEGLI ALTRI: il fallimento della cultura alternativa

L’assenza di antagonisti genera solamente cloni protagonisti ed omologati: tutti lo vogliono, ma nessuno ha il coraggio di ammetterlo perché troppo poco indie. L’indie non è morto, si è soltanto tramutato in una posa per sfornare musica di merda.

Back In Time: DEFTONES – Adrenaline (1995)

Ai Deftones delle delimitazioni di genere già allora fregava poco e niente e la leggiadra pesantezza di “Adrenaline” ne fu esempio chiave di un’intera carriera.

Back In Time: RADIOHEAD – Kid A (2000)

Il tempo passa, le band stingono, le fanbase irritano ma dischi come “Kid A” rimangono, ora e sempre, scolpiti indelebilmente nell’etere. L’anima qui non è pervenuta.

[Première]: EARTH SHIP – Resonant Sun

Earth Ship

Il quinto album in studio del trio tedesco esce questo fine settimana su Pelagic Records.

Back In Time: THE GET UP KIDS – Four Minute Mile (1997)

I Get Up Kids di “Four Minute Mile” diventano quindi i classici ragazzi con un po’ più di esperienza di te, che passano oltre al tuo essere metallaro o ascoltare hardcore. Sono capaci di criticarti perché ascolti gli Strife e gli All Out War ma ti danno tempo per crescere, secondo la loro opinione.

Back In Time: ALICE IN CHAINS – Dirt (1992)

Ma in fondo “Dirt” è “solo” un disco heavy, misantropico, oscuro e alienante, a chi cazzo frega di definirlo grunge in fin dei conti?