Eva’s Milk – Zorn
Secondo album per gli Eva’s Milk, dopo l’esordio di tre anni fa Cassandra e il sole che oscura. Un particolare curioso di questo terzetto proveniente da Novara è la label che ha messo sotto contratto i ragazzi: la Fuego Records, infatti, è un’etichetta tedesca. Strano dicevamo, visto che i nostri producono una musica – cantata […]
Secondo album per gli Eva’s Milk, dopo l’esordio di tre anni fa Cassandra e il sole che oscura.
Un particolare curioso di questo terzetto proveniente da Novara è la label che ha messo sotto contratto i ragazzi: la Fuego Records, infatti, è un’etichetta tedesca. Strano dicevamo, visto che i nostri producono una musica – cantata in italiano – che sicuramente ha tutte le carte in regola per farsi conoscere ed apprezzare dal nostro pubblico. Comunque: ciò che esce dalle casse è, detto in una sola parola, grunge. Ebbene sì, proprio quel genere musicale nato e morto negli anni 90. Non pensate però alla versione addomesticata e filtrata attraverso il classic rock di gruppi come i Pearl Jam o gli Stone Temple Pilots: gli Evas’s Milk affrontano il lato oscuro del genere, quello esplorato prima di loro da gente come Nirvana, Mudhoney e Melvins. Punk, noise e distorsioni potenti e sporche figlie dello sludge vanno dunque ad infettare le liriche cantate – qualche voltà con difficoltà – da Andrea Zanolli, donando al tutto più di una somiglianza con i primi Verdena. Il mood che la band sa creare lungo l’arco delle dieci tracce, comunque, è vincente: un’atmosfera opprimente ed oscura, figlia del degrado urbano e di quel tipico angst gonfio di malessere così ben descritto, prima di loro, dai gruppi citati sopra.
Il difetto sta forse in una eccessiva omogeneità che rende i brani poco distinguibili l’uno dall’altro, anche se a onor del vero pezzi come “Soldati dell’aurea gioventù” e la title track emergono efficacemente dal resto.
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