Houndmouth – From The Hills Below The City

“From The Hills Below The City” è l’esordio, sotto l’illustre egida Rough Trade, degli americani Houndmouth. Il four-piece dell’Indiana presenta una sostanziosa quanto semplice miscela a tutto tondo, basata in egual misura sul melodico country rock e sul soul, interpretati dal canonico ensemble strumentale, occasionalmente addizionato dalla freschezza dell’hammond. Spirito sudista e studiati arrangiamenti pop […]

“From The Hills Below The City” è l’esordio, sotto l’illustre egida Rough Trade, degli americani Houndmouth. Il four-piece dell’Indiana presenta una sostanziosa quanto semplice miscela a tutto tondo, basata in egual misura sul melodico country rock e sul soul, interpretati dal canonico ensemble strumentale, occasionalmente addizionato dalla freschezza dell’hammond.

Spirito sudista e studiati arrangiamenti pop convivono senza problemi in queste composizioni facili e immediate, che beneficiano inoltre della continua alternanza, dietro al microfono, di tutti e quattro i componenti della band, ognuno con la propria distinta vocalità.
Per certi versi vicini allo spirito rurale della nuova scena indie rock d’oltreoceano (The Decemberists, Wilco, primi Arcade Fire), gli Houndmouth mostrano il volto più gioviale e sereno dell’America, ricco di quelle calde atmosfere sonore che fanno tanto estate “On The Road” (non a caso titolo d’apertura). Difficile infatti immaginare un miglior contesto d’ascolto per “From The Hills Below The City”, rispetto a un rilassato viaggio su infinite strade di costiera, cullati dalla piacevole voce della bella Katie Toupin (“Casino”), ma anche da un’occasionale quanto verace malinconia (“Penitentiary”, “Long As You’re At Home”).
La sezione ritmica (Zak Appleby e Shane Cody) procede con verve e piglio sicuro, giustapponendo momenti decisi e ritmati (“Come On Illinois”, “Houston Train”) a sezioni più compassate e quasi meditative (“Palmyra”). Tale dinamica alternanza risulta a conti fatti vitale per la band, che recupera in varietà quanto gli manca in originalità.

Trattandosi di un disco d’esordio il bilancio finale di “From The Hills Below The City” non può che dirsi positivo e interessante, sebbene maggiore esperienza e profondità non potranno che fare estremamente bene al songwriting degli Houndmouth.

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