Liprando – La Vita Inquieta

Due anni fa Conseguenze, debutto di Francesco Lo Presti alias Liprando, dava spazio ad un cantato lucidamente pop e pieno di chiose (Perturbazione, L’orso, Filippo Gatti), l’editing cresceva su ipotesi sicure, ma ben fatte, e tutto si gonfiava felicemente. Oggi Liprando, il metafisico Liprando, cambia leggermente rotta, introduce più basi di grammatica blips in buona […]

Due anni fa Conseguenze, debutto di Francesco Lo Presti alias Liprando, dava spazio ad un cantato lucidamente pop e pieno di chiose (Perturbazione, L’orso, Filippo Gatti), l’editing cresceva su ipotesi sicure, ma ben fatte, e tutto si gonfiava felicemente.

Oggi Liprando, il metafisico Liprando, cambia leggermente rotta, introduce più basi di grammatica blips in buona parte dei brani di La vita inquieta a discolpa di ciò, si può supporre azzardando, questo split che circonda l’aura del cantautore campano – divisi tra fili autorali e stiramenti lap. Sul finale sembra che il mood conceda meno spazio al belt out, meno coperture di ottave rispetto a sequenze genuine (Oltre queste mura, Lasciami entrare) e suite dal laid arguto (L’ultima estate) che, fino a qualche anno fa, tratteggiavano un mosaico di punti fermi e buoni propositi. Perciò il cambio d’uso mura una qualità: il cantato sembra piatto, quasi smunto, perde di autotrofia e ne risente il corpo sonoro che coglie certo i brandelli della lezione romana, ma sottopone a quel gioco un lessico dalla taglia stretta e più prossimo, per paradosso, a Marco Dassi, Brain Olotester, Eskinzo. A detrimento del cantato dunque sono brani come Una semplice mattina, Quello che vorrei e l’esantema elettrostatico di Ogni volta che sei qua. Le persone innamorate è invece il portato di questa luminescenza, ad unire umor nero e ipnagogia. Risultati discreti invece per la title track che ridona sfoggio a una ritmica da basso à la Elettrojoyce, per il minimal kosmische di Niente pulsazioni e la chiusa pinkfloydiana di La notte nera chiude. Cambi a ben vedere non poi così radicali!

È da rimarcare la voglia di non rimanere soggiogato a facili formule, discernere nuovi involucri rispecchia a pieno l’etica di un ricercatore di emozioni e, vista da questo lato del quadrato, Francesco correrà sempre il rischio di viaggiare fra insidiose zone monsoniche ad alto tasso artistico.

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