Taylor McFerrin – Early Riser
Talentuoso e figlio d’arte (il padre è l’immenso cantante soul/jazz/pop, Bobby McFerrin), Taylor McFerrin torna in studio dopo una serie di tour nei circoli low profile di New York per immergersi in questo cangiante album di elettronica-soul e jazz moderno. Per realizzare uno dei pregevoli album di questa estate, Taylor McFerrin si avvale della presenza di illustri […]
Talentuoso e figlio d’arte (il padre è l’immenso cantante soul/jazz/pop, Bobby McFerrin), Taylor McFerrin torna in studio dopo una serie di tour nei circoli low profile di New York per immergersi in questo cangiante album di elettronica-soul e jazz moderno.
Per realizzare uno dei pregevoli album di questa estate, Taylor McFerrin si avvale della presenza di illustri ospiti come Robert Glasper, Nai Palm, Emily King e ovviamente il delicato scat di Bobby Mcferrin. Il lavoro ci appare come un crossover estetizzante di black music, drum’n’bass jazzy e 2step. Magistralmente suonato sia da strumenti digitali che da ritmiche fisiche, analogiche ( le bellissime Stepps, Florasia e Place in my Heart) sullo stile dei The Roots o Adam F.
Ecco, il punto è questo. Early Riser è superlativo, pieno di “bozzetti elettronici” modernissimi e compiacenti, con all’orizonte un determinato (sound) che caratterizza il personaggio in questione. Ma, suona vecchio, un po’ datato. E’ musica che andava per la maggiore nel periodo (’98-2002) dove imperversava il trip-hop, il drum ‘n’bass jazzato, il downbeat e tutte quelle cose succolente in bilico tra avanguardia da dance floor e pezzi jungle mobidissimi (James Hardway, Speedy j e così via).
Ma ora, se pur affascinante ci sembra un’opera da dinosauri! Da rivedere.
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