NoN – Sacra Massa
Ampio spettro di suoni non sempre consueti, dal noise alla new wave con tutto quello che in mezzo riescono ad infilarci, con rimandi più o meno volontari a tanta altra musica italiana, da Capovilla a Ferretti, sempre reinterpretati con batteria ancestrale, chitarre a piene mani e distorsioni a fiumi. Il basso non arranca mai, regge […]
Ampio spettro di suoni non sempre consueti, dal noise alla new wave con tutto quello che in mezzo riescono ad infilarci, con rimandi più o meno volontari a tanta altra musica italiana, da Capovilla a Ferretti, sempre reinterpretati con batteria ancestrale, chitarre a piene mani e distorsioni a fiumi.
Il basso non arranca mai, regge il gioco da solo se si presenta il bisogno e sostiene con un’impalcatura saldissima altrimenti. Una voce a metà tra il parlato e il cantato, profonda e morbida, invade l’orecchio e culla nell’oscurità. L’amore di Peccato è dedicato ad un cuore di ghiaccio, nel pezzo più palpitante dell’album, ammaliante. Lo Spettro delle Possibilità è musicalmente prudente, così che ogni strumento capisca dove stare per un risultato straordinario.
Il resto è buio profondo, quell’oscurità che permette di scorgere le ombre e comprendere dove si sta andando senza bisogno della luce, trascinati da una forza della quale si fatica a comprendere la provenienza. Il resto è apocalisse, killer, notte, schiavitù, paura, spari, morte e teste esplose. E farfalle, perché non si può mai essere scontati con i NoN, che esplorano un intero mondo rimanendo nei confini ma non tornando mai su sé stessi, non ripetendo mai il cammino già preso.
Tenebrosi, martellanti e catramosi. Un debutto che non può che catturare e trascinare a fondo, una prima prova che verrebbe già spontaneo inserire nei classici del genere.
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