Calibro 35 – S.P.A.C.E.

Quando si pensa ai Calibro 35 si pensa ad un genere musicale preciso, sebbene indefinibile, e in qualche modo si sa cosa ci si deve e può aspettare dal loro nuovo disco. Loro ovviamente se ne fregano, delle nostre aspettative e delle etichette che gli vengono imposte, chiamano il nuovo disco S.P.A.C.E. e saltano anni luce […]

Quando si pensa ai Calibro 35 si pensa ad un genere musicale preciso, sebbene indefinibile, e in qualche modo si sa cosa ci si deve e può aspettare dal loro nuovo disco. Loro ovviamente se ne fregano, delle nostre aspettative e delle etichette che gli vengono imposte, chiamano il nuovo disco S.P.A.C.E. e saltano anni luce più avanti di chiunque.

Il primo ascolto può essere straniante per circa due minuti (74 Days After Landing) e poi ci si ritrova a casa. Qualcosa però è cambiato, non è più quella casa piena di gangster, dove si corre in macchina sparando dal finestrino, che ci ricordavamo e ci aspettavamo. E non è nemmeno una casa nuova: si vedono le pareti della vecchia, la disposizione delle stanze, ci sono particolari che ci rimangono familiari. Il resto è cambiato tutto, gli interni, le decorazioni, il paesaggio dalla finestra: ci piace, molto, non sapremmo dire se più o meno di prima.
I ritmi si sono leggermente rilassati, che si sa che nello spazio ci si muove lentamente, anche se non ovunque (Thrust Force), i sogni che ci ritornano in mente non sono quelli delle grandi avventure trascorse stretti stretti nella periferia ma di nuove esplorazioni, in lande talmente ampie che anche gli strumenti si rincorrono senza fretta. Accelerano e rallentano più e più volte, alternando momenti di puro rumore alle buone vecchie basi funky, regalando una perla dopo l’altra; Violent Venus per esempio, terz’ultima del disco, è mirabolante e non è certo la sola.

Un suonato di una precisione, abilità e dovizia che a rifletterci dovrebbe mettere addosso un timore reverenziale. Un disco incredibile, come ci si poteva aspettare da uno dei gruppi italiani migliori degli ultimi anni, esprimere a parole la loro grandezza è davvero impossibile. Cambiare tutto non perdendo niente è una cosa difficilissima e loro ci riescono in termini assoluti.

Dispiace solo che nello spazio nessuno possa sentire S.P.A.C.E..

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