Gli Avvoltoi – Confessioni Di Un Povero Imbecille
Correva l’anno 1985 quando Moreno Spirogi e Claudio Crozzoli diedero vita a un progetto musicale che plasmò una delle formazioni italiane più importanti delle ultime tre decadi: Gli Avvoltoi. Tre anni più tardi arrivò la presentazione ufficiale con un disco dal titolo eloquente: “Il Nostro È Solo Un Mondo Beat”. Il revival del sound che […]
Correva l’anno 1985 quando Moreno Spirogi e Claudio Crozzoli diedero vita a un progetto musicale che plasmò una delle formazioni italiane più importanti delle ultime tre decadi: Gli Avvoltoi. Tre anni più tardi arrivò la presentazione ufficiale con un disco dal titolo eloquente: “Il Nostro È Solo Un Mondo Beat”. Il revival del sound che in Italia trovò terreno fertile negli anni sessanta si mescolò a suggestioni psichedeliche e umori prog negli anni successivi e ancora oggi, nel 2016, Gli Avvoltoi continuano a essere i portavoce di un genere, a percorrere ostinatamente strade che in Italia sono fin troppo poco battute.
“Confessioni Di Un Povero Imbecille” è basato su “Despero”, un romanzo di Gianluca Morozzi analizzato in chiave del tutto personale dalla band. Si tratta, di fatto, di un concept in cui tutti i pezzi sono legati indissolubilmente e fanno riferimento al racconto sul piano meramente testuale, mentre a livello musicale Gli Avvoltoi ribadiscono il loro talento con una proposta variegata e coerente, che mantiene saldo il legame col passato ma che mostra anche una certa freschezza e nessuna difficoltà nel collocarsi in questo 2016. Il disco alterna soluzioni di stampo beat purissimo, momenti più ruvidi che strizzano l’occhio al garage e melodie oniriche, cariche di pathos e, a tratti, di malinconia.
Il livello resta costantemente alto per tutta la durata del disco e ciascun pezzo ha le potenzialità per colpire direttamente l’ascoltatore, tuttavia alcuni sembrano emergere o quantomeno avere la capacità di rappresentare più di altri una delle tante anime del disco: “Brucia” e la bonus track “Dammi La Mano” graffiano con un beat scabro e spigoloso, mentre il preziosissimo lavoro dell’hammond esalta “Giuro Lo Vedrai”.
“Confessioni Di Un Povero Imbecille” conserva lo stesso grado di intensità in “12 Gocce”, in “1991” o nella nostalgica “Sipario”, tre pezzi molto diversi ma tutti tremendamente efficaci e questo è certamente uno dei suoi punti di forza. Gli Avvoltoi hanno confezionato un’opera priva di sbavature, che non conosce momenti di affanno e che verrà facilmente apprezzata da tutti i fan di vecchia data, ma può rappresentare un punto di partenza anche per i neofiti.




