Fury ‘n’ Grace – A Dream-Letter To The Witches Of Western Europe
Gli italianissimi Fury ‘n’ Grace provano a trasmettere tutta la loro energia con l’ultimo album A Dream-Letter To The Witches Of Western Europe, che si presenta come il tassello mancante per concludere la trilogia iniziata nel 2007 con l’esordio ales Of The Grotesque And The Arabesque e seguito 4 anni dopo da Diabolism Of Conversation. L’album, etichettato Underground Symphony […]
Gli italianissimi Fury ‘n’ Grace provano a trasmettere tutta la loro energia con l’ultimo album A Dream-Letter To The Witches Of Western Europe, che si presenta come il tassello mancante per concludere la trilogia iniziata nel 2007 con l’esordio ales Of The Grotesque And The Arabesque e seguito 4 anni dopo da Diabolism Of Conversation.
L’album, etichettato Underground Symphony Records, è di per sé molto difficile da inquadrare e confinare in un preciso genere: si è parlato di heavy metal con influenze prog rock, ma il sound è ben più complesso, ricercato e soprattutto molto più vago.
I dieci pezzi che costituiscono la tracklist hanno un’incredibile prevalenza di bassi e di percussioni incisive, di note dure come l’acciaio, che fanno da sostegno a una voce distorta e ruggente come quella del cantante Franco Campanella. Già dal primo brano, Grand Guignol, colpiscono l’aggressività delle chitarre e i cori a due voci, che sembrano sempre così lontane, quasi provenissero da un’altra dimensione (come anche in The Ossuary e Gloria In Excelsis Baphometo), rendendo inconfondibile lo stile della band. Anche laddove i toni sembrano smorzati o comunque più pacati, traspare sempre quel senso d’inquietudine che dipinge un’ambiente funereo e macabro (Dark Companions). Il tocco finale è poi dato da alcune parti cantate in italiano, come nel caso dell’incipit dell’ultima traccia The Secrecy Of Small Creatures With Six Legs, ovvero una lenta e solenne preghiera, recitata, quasi sussurrata, appena prima di un’”esplosione” di suoni taglienti e riff di chitarra.
Nel complesso, l’album non suona propriamente originale, le tracce risultano tra loro piuttosto omogenee –forse troppo- e il sound in generale ricorda la formula già ampiamente utilizzata. Nonostante ciò, A Dream-Letter To The Witches Of Western Europe rimane un discreto lavoro all’insegna dell’heavy, che sicuramente incontrerà il favore degli amanti del genere e non deluderà i fans di vecchia data.




