Mecna – Lungomare Paranoia
A distanza di due annetti da Laska riecco Mecna, per l’occasione low profile su tutta la linea. E questo a partire da una campagna promozionale inesistente, se è vero che per annunciare, o meglio per fare ipotizzare una sua nuova uscita, a metà gennaio ha postato sul proprio profilo Facebook uno scarno ed indecifrabile #LMP, […]
A distanza di due annetti da Laska riecco Mecna, per l’occasione low profile su tutta la linea.
E questo a partire da una campagna promozionale inesistente, se è vero che per annunciare, o meglio per fare ipotizzare una sua nuova uscita, a metà gennaio ha postato sul proprio profilo Facebook uno scarno ed indecifrabile #LMP, corredato da 3 ore e 30 minuti di countdown. E per arrivare, ovviamente, a Lungomare Paranoia, un disco intimo, garbato e che conferma la necessità/vocazione di Mecna di comunicare attraverso un rap in costante evoluzione stilistica.
Con questo nuovo lavoro si scivola infatti dall’elettronica algida e fredda di Laska ad un elettro – pop sempre molto ricercato e stiloso, ma maggiormente accessibile ed orecchiabile, anche se (fortunatamente) dall’approccio non troppo immediato. L’altra novità è un cantato assai più presente, supportato pure da autotune ed effettismi vari, e che ben interagisce tanto con le strumentali quanto con l’oramai inconfondibile stile di Mecna.
La sola costante è dunque rappresentata dalle tematiche trattate, sempre rigorosamente introspettive e limitrofe alla quotidianità del rapper foggiano – non a caso zero featuring zero – sebbene le rime paiano meno studiate a tavolino, cosa che genera un piacevole contrasto con produzioni, al contrario, precise e rifinite in ogni minimo dettaglio.
Concludendo, 12 tracce da ascoltare e riascoltare – “Labirinto” su tutte in maniera piuttosto netta e marcata – per un disco elegante, coinvolgente, bello.




