The Circle, di James Ponsoldt
Recensione del film “The Circle” (James Ponsoldt, 2017). A cura di Ciro Andreotti.
Quando Mae Holland, grazie all’interessamento dell’amica Annie, viene assunta a ‘the Circle’, multinazionale del mondo dei media, la sua vita cambia in maniera improvvisa. ‘The Circle’ si batte da sempre, tramite le parole di uno dei suoi fondatori, Eamon Bailey, per la cancellazione di qualunque forma di privacy, il tutto per migliorare la sicurezza di ogni membro della società.
Un bestseller di rara efficacia improvvisamente divenuto, fra le mani del social network addicted James Ponsoldt, un film che potrebbe essere facile fonte di discussioni. Lo scrittore Dave Eggers, che nel suo romanzo aveva cercato di esplorare l’alienazione e la fine della privacy quale iperbole della vita dell’uomo comune, presta la sua arte anche in fase di sceneggiatura e a ‘quattro mani’ genera, assieme al regista originario di Athens e al suo quinto lungometraggio, una sinossi che non riesce a colpire con la medesima forza espressiva del romanzo, lasciando inespressa gran parte della fonte di discussione che proprio il testo aveva saputo destare ovvero in merito a quando la completa trasparenza sia d’aiuto alla società e fin dove sia corretto spingersi per acquisirla.
Facile intravedere fra le pieghe della piattaforma governata da Eamon Bailey similitudini con una qualunque grande società della Silicon Valley: Facebook, Amazon o con la figura di Steve Jobs impersonata proprio dal volto rassicurante di Tom Hanks. La pellicola però si riduce ad una storia che vira sul thriller e che lascia intravedere il grande potenziale inespresso di una vicenda che merita di essere letta. Una curiosità: ultima prova di Bill Paxton, prima della prematura scomparsa, nel ruolo del padre malato di Mae.
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