Zeman – Non Abbiamo Mai Vinto Un Cazzo
Recensione del disco “Non Abbiamo Mai Vinto Un Cazzo” (To Lose La Track, 2017) degli Zeman. A cura di Gianmaria Tononi.
Approcciandosi al secondo disco degli Zeman si hanno certe aspettative, che sembrano essere insoddisfatte dalla partenza: un beat regolare, una melodia pulita, un testo fin troppo pacato. Tutto già sentito ma non c’è da preoccuparsi, dura nemmeno 4 minuti.
Poi si spostano su una mescolanza che fonde musica pop e rock, unisce i synth new wave a testi che ricordano il punk italiano di qualche anno fa. Sono scanzonati e faticano a prendersi sul serio da soli, si rifanno a stili diversi che possiamo ricollegare ad altri gruppi italiani ma riescono a metterci un tocco in più, qualcosa di nuovo e fresco che lascia che il disco scorra mentre non si vede l’ora di scoprire il pezzo successivo. Raccontano storie con testi semi-seri, si prodigano con dedizione sui cori, suonano bene e sporcano tutto quel tanto che basta.
È un secondo disco di grande qualità, che riflette un impegno verso la musica che non ha bisogno di granché per funzionare, riescono a regalare ritornelli orecchiabili e pezzi che rimangono impressi dal primo ascolto.
Chi li paragona a I Cani o a Lo Stato Sociale forse dovrebbe ascoltarli una volta di più: se in alcuni dettagli sarebbe sensato farlo, nel complesso sono molto meno figli di una musica pensata per il mercato e molto più dediti a suonare senza tanto pensare a quante persone sapranno trovarli geniali.




