Battle Dagorath – II – Frozen Light Of Eternal Darkness

Recensione del disco “II – Frozen Light Of Eternal Darkness” (Avantgarde Music, 2017) dei Black Dagorath. A cura di Alessandro Borysowicz.

Abbiamo aspettato poco più di un anno ed ecco che il secondo capitolo del progetto dei Battle Dagorath prende forma. Infatti, dopo “I – Dark Dragons of the Cosmos” del 2016, l’oscuro duo californiano di Black Sorcerer Battle e Vinterriket dà alla luce “II – Frozen Light of Eternal Darkness”.

Il copione è quello a cui siamo stati abituati: black metal puro e tecnicamente ben eseguito che si distanzia da quello della scuola nord europea, dando spazio anche a sonorità ambient. Fino a “Cursed Storm of Ages” del 2013, nei testi padroneggiavano tematiche di desolazione e gelida oscurità naturale, basta guardare le copertine dei dischi. Tuttavia nel 2016 i Dagorath prendono una navicella spaziale che porta la loro musica in un cosmo oscuro e algido, dove il loro sound e i loro testi evolvono in un atmospheric black solenne, ipnotico e costellazioni di stelle nere si intersecano tormentando l’anima di chi ascolta.

Non è difficile perdersi in questa dimensione, iniziando dalle tracce strumentali, rispettivamente intro The Great Untuning e outro Ignis Fatuus, che fanno da portali di ingresso e di uscita dall’oscuro universo creato dai Dagorath. Death ov Aeons e Evoking the Mirrors sono cavalcate black dove il blast beat e la voce scream di BSB impazzano e prendono tutto lo spazio che meritano, senza lasciare spazio ad armonie. Venti spaziali gelidi introducono Asteres Planetai: ammirevole il lavoro ipnotico di BSB alla chitarra che disegna quei pochi sprazzi di melodia malinconica e sinistra.

Con Cast Their Ashes to the North Wind l’atmosfera e il testo del brano ci riportano al concept dei precendenti lavori del gruppo, come il primo “Eternal Throne” del 2008: venti gelidi del nord, aspri ed innevati paesaggi montani e la potenza di una natura selvaggia e sconfinata. Anche in Fire Born from the Seer’s Light, forse la traccia più rappresentativa del disco, gli strumenti tengono la linea dura del black metal più genuino e le tastiere, del geniale Vinterriket, incorniciano il sound con quella vena ambient che genera un tutt’uno perfetto: una devastazione ipnotica che nei suoi dieci minuti di ossessività ritmica scorre via facilmente in un alone nero e mistico.

Supernal Realms, traccia strumentale, ribadisce le doti tecniche del duo californiano che, con questo lavoro, dimostra nuovamente di avere le idee chiare e di sapere bene qual è la strada da percorrere. BSB e Vinterriket forniscono, agli amanti del genere, un’ottima prova di atmospheric black metal.

Probabilmente i sostenitori della old school del black metal europeo potranno storcere il naso: i toni atmosferci delle tastiere possono risultare un po’ troppo soft per gli amanti del sound scandinavo. Tuttavia, Black Sorcerer Battle e Vinterriket dimostrano che il loro lavoro è frutto di una continua ricerca sulle sonorità mistiche e oscure unite alle loro ottime capacità di composizione e di tecnica strumentale.

Ora aspettiamo che i Battle Dagorath ci inviino una nuova astronave per cercare galassie ed universi oscuri e dimenticati.

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