The Men – Drift

Recensione del disco “Drift” (Sacred Bones Records, 2018) dei The Men. a cura di Gabriele Bacchilega.

Play. Traccia 1, Maybe I’m Crazy. Pochi secondi di ascolto ed immediatamente l’espressione diviene quella della bambola gonfiabile grazie a questa bomba atomica a base di post punk garage marcio ed abrasivo da dipendenza immediata.

Poi però proseguendo con le restanti 8 tracce lo sgonfiamento, seppur lento e parziale, giunge inesorabile e progressivo, non perchè si è di fronte a pezzi non riusciti o peggio ancora, semplicemente si ha fin da subito la certezza che la track iniziale è il momento di gran lunga più alto di “Drift e tutto il resto finisce per essere quasi un riempitivo, gradevole ed godibile sia ben chiaro, ma sempre un riempitivo.

I The Men confermano di avere un sound loro, stilosi ed avvolgenti qualsiasi tipologia di pezzo propongano, che sia la timbertimbriana When I Held You In My arms o la screamadelica Secret Light oppure ancora il punk noise di Killed Someone. Anche quando dilatato e rarefanno le atmosfere il risultato è sempre altrettanto buono e qui sentire in particolare So High e Final Prayer.

Quello che però pare mancare in questo settimo lavoro della band newyorkese è una qualsiasi esigenza/urgenza comunicativa, sembra cioè un mero esercizio di stile & cultura musicale piuttosto che un disco vissuto, elaborato e condiviso.

Bene ma non benissimo.

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