Frankie Cosmos – Vessel
Recensione del disco “Vessel” (Sub Pop, 2018) di Frankie Cosmos. A cura di Nicolae Munteanu.
Se vi avvicinate a questo disco sperando di trovare una ventata d’aria fresca nel mondo dell’indie pop, o anche solo qualcosa di radicalmente nuovo da parte dell’artista, preparatevi a rimanere delusi. Questo non per dire che sia un brutto album, anzi: con “Vessel” Frankie Cosmos continua vivacemente sulla stessa strada che ha percorso con tutto il resto della sua musica. Canzoni lo-fi, da cameretta, dalla cortissima durata e caratterizzate da un senso di innocenza e melanconia; c’è un po lo spirito dei Beat Happening, con il loro twee e la loro semplicità.
Le parole sono semplici ed i testi, insieme alla musica, formano delle vignette a volte molto suggestive. L’atmosfera ti fa sentire a casa e al sicuro, le canzoni se non altro danno molto conforto a chi le ascolta; con una durata media di due minuti a traccia, non ci si dovrebbe rischiare di annoiarsi troppo, saltando continuamente da un’idea all’altra. Eppure è un disco molto tranquillo e prevedibile, e se preso col piede sbagliato potrebbe risultare anche un po’ generico, ma se si è disposti a lasciarsi trasportare dalle canzoncine di Frankie Cosmos si avrà una bella esperienza. I lyrics rispecchiano quello che è questo disco: qualcosa di semplice e non troppo elaborato ma che visceralmente può risultare piacevole e toccante.
Sicuramente dal punto di vista dell’innovazione non è nulla di notevole, ma se “Vessel” ci insegna qualcosa è che non tutto deve essere nuovo o speciale. Certe volte ci si può accontenare di un album senza troppe pretese, che non mette nessuna nuova carta in tavola ma che può tenere compagnia per una buona mezz’ora. È giusto che al mondo ci sia spazio per dischi come questo, ed è giusto che qualcuno possa fare musica in questo modo ed avere un pubblico.




