Hymn For Her – Pop N’ Downers

Recensione del disco “Pop N’ Downers” (Rhythm Bomb Records, 2018) degli Hymn For Her. A cura di Massimo Quarti.

Il percorso degli Hymn For Her è iniziato nella prima metà degli anni ’90 e i loro propositi, di anno in anno, non sono mai cambiati: si viaggia, si suona, si scrive si suona si viaggia si scrive si suona si viaggia… nel frattempo ci si rende conto che quello che lega la band è un grande amore e allora ci si innamora e si mette al mondo una bambina senza mai fermarsi, continuando a scrivere, suonare e registrare. Personalmente non ho mai incontrato altre band con l’amore e la tenacia di questi americani, perché quando si parla degli Hymn for Her bisogna tenere presente un elemento fondamentale: il viaggio. Una band, un duo alternative country rock con elementi di psichedelica ma soprattutto una famiglia, una famiglia itinerante composta da Lucy e Wayne e la loro figliola. In tour per gli Stati Uniti quasi tutto l’anno sul loro furgone cromato e, ogni estate, l’Europa. Il tutto è completamente autofinanziato e dura da più di vent’anni

Descritti dalla critica d’oltreoceano come “un incontro tra gli Hell’s Angels e gli Amish” oppure, definizione ancora più colorita: “Hillbillies elettronici che aprono il vaso di Pandora”, gli Hymn for Her pubblicano il loro terzo album sotto questo nome dal titolo “Pop n’ Downers” e i due musicisti si alternano come sempre alle voci, chitarra cigar box, basso, armonica, kick drum e high hat e lo fanno come se stessero suonando in teatro alla Scala o in strada tra i balconi del Quartiere Francese di New Orleans o davanti alla Stazione di Roma Termini, per loro non fa differenza: tutto ciò che sta attorno a loro e i loro strumenti è il palco. E chi ha a fortuna di imbattersi in una loro performance ballerà, berrà, festeggerà, tornando a casa con qualcosa in più e capirà che si tratta di pura gioia.

Molti gli elementi di grande interesse di questo album a partire dalla ballata iniziale Blue Balloons, in cui ci si interroga sul futuro del pianeta dopo aver incrociato un esempio di inciviltà e passiamo a riflettere sui comportamenti umani in Human Condition per andare nell’intima e dolce November che ci porta ad uno degli esempi più originali di alt-country di Scoop. “Pop n’ Downers” è un album ricco, sfaccettato, sorprendente e toccante. Perché l’oltre mezzo milione di miglia percorse sul loro furgone si sentono nella loro maturità e padronanza di stili e generi e nella naturalezza della loro composizione ed esecuzione, è musica di chi respira musica.

Se non li conoscete ascoltateli e intercettateli ad una loro esibizione live, vi meraviglieranno perché gli Hymn For Her sono qui per suonare e non hanno intenzione di fermarsi.

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