Vincenzo Fasano – Acquapunk
Recensione del disco “Acquapunk” (Rokovoko, 2019) di Vincenzo Fasano. A cura di Gianmaria Tononi.
Un autore che da sempre sa mescolare stili diversi senza accusarne colpo alcuno, Vincenzo Fasano arriva con un terzo disco più synth/electro pop che mai, senza dimenticarsi la sua capacità di produrre testi innegabilmente legata al cantautorato.
Tantissimi i riferimenti al panorama musicale italiano di tutti i tipi, da Lo Stato Sociale alle Luci della Centrale Elettrica, riesce sempre a ricordare qualcosa che già conosciamo senza mai ripetere ciò che abbiamo sentito.
Dalla malinconia di ballate a ritmo pop passando per l’ottimismo laconico del funk di Il Giorno Perfetto, il tocco brondiano di Ed Io per arrivare verso un finale triste, speranzoso e interrogativo allo stesso tempo. La voce è la protagonista assoluta, non c’è ritmo, suono o strumento che possa alternarsi a toglierle importanza, domina portando la musica dei testi più in alto di tutto il resto, anche nella chiusura malinconica di Dall’Alto.
Reinterpreta diversi stili e porta a variazioni e colpi di cosa che rendono gli otto pezzi un viaggio difficile da interrompere, orecchiabile e nel quale trovare un senso più profondo allo stesso tempo, mescolando racconti di vita personale con i ritmi dei synth che catturano l’orecchio rimanendo impressi a lungo.




