L’Épée – Diabolique

Recensione del disco “Diabolique” (A Recordings, 2019) degli L’Épée. A cura di Alessandro Piccin.

Ladies and gentlemen, ecco a voi L’Épée (“la spada”), il nuovo supergruppo formato da Anton Newcombe (Brian Jonestown Massacre), Emmanuelle Seigner (Ultra Orange & Emmanuelle), Lionel e Marie Limiñana (The Limiñanas).

Ad un occhio inesperto, potrebbe sembrare una squadra molto improvvisata: un americano trapiantato a Berlino, la moglie di Roman Polanski ed una coppia-di-fatto di artisti emergenti. Noi, dal canto nostro, un po’ ce l’aspettavamo: nell’LP dei The Limiñanas “Shadow People” – uscito a gennaio 2018 – erano infatti presenti due tracce premonitrici di tale collaborazione: Istanbul Is Sleepy (con Anton) e Shadow People (con Emmanuelle). E così, neanche a dirlo, poco più di un anno dopo arriva “Diabolique” (A Recordings), manifesto dell’eclettico quartetto a nome L’Épée.

Il compito di aprire le danze è assegnato alle riverberate sporchissime di Une lune étrange, che fanno subito pensare ai migliori Brian Jonestown Massacre. Il mood non tarda tuttavia a traslare in atmosfere decisamente più psichedeliche: Lou e La brigade des maléfices evocano il sound oppiaceo dei The Black Angels come quello dei nostrani New Candys, mentre Un rituel inhabituel scoppiazza (involontariamente, ne sono sicuro) i Rancho Relaxo di Ghandi Is My Gun o, comunque, le sonorità di una certa psichedelia di nicchia ben definita (vedi The Third Sound, Black Market Karma o ancora The Lucid Dream). Per il resto, abbiamo qualche reminiscenza di chanson française rivisitata in chiave esoterica (On dansait avec elle e Grande) e fin troppi episodi attinti dal già saturo universo “Down Underground” dei The Limiñanas (Dreams, Springfield 61, Last Picture Show e Ghost Rider, che suona come un rifacimento in chiave dark di I’m dead, un classico del duo di Perpignan).

Diabolique” è il risultato di una playdate tra cinquantenni al Cobra Studio di Berlino: un lavoro fine a sé stesso, atto a consacrare una bella amicizia tra artisti e rivolto ai sempre affamati fan di Anton Newcombe come agli amanti di tutto ciò che è fuzz, reverb e delay. Insomma, una one time thing per appassionati del genere. Se siete tra questi, beh…buona scorpacciata.

Post Simili