Tennis System – Lovesick
Recensione del disco “Lovesick” (Graveface Records, 2019) dei Tennis System. A cura di Pierantonio De Rosa.
Se tutto va bene arriva sempre un disco complementare per una band, e questo mese tocca ai Tennis System, trio in formazione dal 2008 provenienti da Washington D.C. e poi stabilitisi a Los Angeles dopo piccoli cambiamenti di formazione. La band nasce infatti come quartetto e con la punta centrale del gruppo Matt Taylor (voce e chitarra).
Nel 2011 fanno uscire il primo EP “The Future Of Our History”, poi ricollocatisi nella nuova città a Los Angeles incontreranno nuovi membri del gruppo con cui riusciranno finalmente a rilasciare un altro lavoro e il loro primo album: “Teenegers” (2011). Poi nel 2013 la storia si ripete è avviene un altro cambiamento di line-up e andando a progredire la carriera con “Technicolor Blind” nel 2014. Ci vorrà il 2018 per portare un’altra opera, “PAIN”, per la prima volta con la Graveface Records.
La band losangelina è rimasta sempre, musicalmente parlando, nei quartieri underground, ma con un’identità musicale sempre ben definita. “Lovesick” è frutto di tutto un percorso e di un salto di qualità che i Tennis System hanno sempre perseguito e che meritano. Adesso per la seconda volta con la Graveface Records che per anni ha pubblicato peraltro per gli Xiu Xiu, l’etichetta dà con piacere spazio alla band, facendoli sfogare e sognare nelle loro incudini sonore.
Il singolo estratto, Turn, è un piacevolissimo ritorno ad uno shoegaze traboccante visioni e liriche struggenti, come ad esempio il verso “There has to be something worth dying for/What are you living for?”. Mentre la prima traccia del disco invece, Shelf Life, è fuzzosissimo e dream pop che più non si può, che dolcifica fin dall’inizio il disco. Tracce come Cut, Alone, e Deserve rimangono musicalmente tra le più incisive. Cut sempre fuzzosa e con un ritornello da giravolta anni ’90, mentre Alone si indentifica con infantilità, più veloce e più di fretta, immacolata da una gioventù in crisi con se stessi.
Tra dissonanze, riverberi e distorsioni, ci troviamo in faccia il disco che serviva per dare maturazione ed identità alla band di Los Angeles (per quanto estremamente influenzata sia). Quindi niente da fare, “Lovesick” – almeno per ora – è il disco dei Tennis System. Tra gli ultimi brani, Cologne e Come Undone e la title track Lovesick ci fanno notare e ricordare che tutta l’atmosfera e l’influenza novantina del disco non può essere che dettata da pionieri del genere come i My Bloody Valentine, che non smetteranno mai di influenzare le nuove generazioni musicali di musicisti nell’avvenire.




