Havok – V

Recensione del disco “V” (Century Media, 2020) degli Havok. A cura di Giuseppe Loris Ienco.

Basta ascoltare i primissimi secondi di Post-Truth Era per capirlo: il sogno degli Havok è realizzare un “…And Justice For All” per il nuovo millennio. I riferimenti sono pure troppo palesi: l’apripista di “V” parte con una intro melodica e “capovolta” alla Blackened; Ritual Of The Mind, invece, inizia con un fade in caratterizzato da rullate e riff marziali, un po’ come ai suoi tempi faceva Eye Of The Beholder.

Il thrash metal progressivo e articolato dei Metallica di fine anni ’80 è però solo uno dei tanti ingredienti alla base del quinto album della band statunitense. Per loro fortuna, gli Havok possono contare su carattere e personalità: se avessero deciso di ricopiare in tutto e per tutto il classico di Hetfield e compagni, d’altronde, avrebbero fatto sparire dal mix il contributo del bassista Brandon Bruce.

E invece le sue quattro corde sono sempre in primo piano: un suono potente, distinto e pulito che esalta l’ottimo lavoro svolto in fase di produzione dall’esperto Mark Lewis (già al fianco di The Black Dahlia Murder e Cannibal Corpse).

Le tracce “metalliche” presenti nel codice genetico del quartetto del Colorado subiscono continue alterazioni fino a trasformarsi in qualcosa di abbastanza peculiare. La base di partenza è puramente thrash, ma non è raro imbattersi in furiose scorribande speed (Fear Campaign, Cosmetic Surgery), improvvise bordate hardcore (la fulminante Phantom Force) e un paio di brani decisamente lunghi (Panpsychism e Don’t Do It) più vari e strutturati rispetto alla media.

In bilico tra passato, presente e futuro, gli Havok puntano tutto sull’immediata aggressione sonora ma non disdegnano, di tanto in tanto e in maniera assai equilibrata, di far bella mostra della loro competenza tecnica. Non c’è bisogno di dilungarsi in troppe parole: “V” è un buon disco. Non entrerà nella storia del metal e forse non comparirà in numerose classifiche di fine anno, ma merita l’attenzione di ogni appassionato che si rispetti.

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