Will Butler – Generations

Recensione del disco “Generations” (Merge Records, 2020) di Will Butler. A cura di Silvia Cinti.

Il polistrumentista Will Butler, fratello minore di Win, frontman della band canadese Arcade Fire, ha pubblicato il 25 settembre, a cura dell’etichetta discografica Merge Records, il suo secondo album solista intitolato “Generations”.

Sono passati cinque anni dal debutto con “Policy” e Butler all’epoca aveva poco più di 30 anni. Oggi invece è marito e padre ed ha maturato, senza dubbio, una maggiore consapevolezza artistica. Oltre ad occuparsi della sua passione più grande, la musica, e crescere tre figli il cantautore ha anche conseguito un master in politiche pubbliche presso la prestigiosa Università di Harvard.

“Generations” è stato registrato e prodotto dal cantante nel seminterrato della sua casa a Brooklyn poco prima dell’inizio del lockdown. Metà dell’album è stata mixata a Montreal dal collaboratore di lunga data degli Arcade Fire Mark Lawson, l’altra metà dal produttore di Brooklyn Shiftee. Nonostante a tratti questo disco ricordi i primi lavori degli Arcade Fire come “Funeral” e “Neon Bible” va detto che questo prodotto discografico è Will Butler al 100% .

A proposito di questa nuova avventura il musicista ha raccontato: “Il mio primo disco,  Policy , era un libro di racconti. Generations è più un romanzo – disperato, divertente, un po’ epico… Una grossa fetta di questo disco si chiede: qual è il mio posto nella storia americana? Qual è il mio posto nel presente d’America?. Io, Will Butler, persona ricca, bianca, mormone, yankee, genitore, musicista, mi domando: Cosa posso fare?”.

L’album si apre con il semplice brano Outta Here. Una voce ruvida prepara l’ascoltatore a questo viaggio. Le tracce che susseguiranno saranno sempre più ricercate ed alcune particolarmente brillanti. Bethlehem ad esempio è un passaggio molto valido. I cori sono una costante. L’energia non si spezza mai. Dopo Close My Eyes e I Don’t Know What I Don’t Know arriva un altro momento particolarmente interessante: Surrender. La gioia è palpabile. In mezzo, tra Hide It Away e Promised, spunta il pezzo Hard Times che come Close My Eyes accoglie tematiche prettamente sociali che stanno molto a cuore al membro degli Arcade Fire. È la ballata delicata Fine a completare questo secondo lavoro ma poco prima l’attenzione è tutta per il punto più elevato di questo disco rappresentato dallo straordinario componimento Not Gonna Die.

“Generations” di Will Butler è caratterizzato da un grande bagaglio di emozioni alcune crude altre sincere. È un’opera ricca di dramma e fascino in cui il flusso contenuto in ognuna delle dieci canzoni ha un obiettivo preciso: riflettere sul passato per migliorare e nutrire il presente. Una lezione per tutti.

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