Popforzombie – Cose Piccole

Nel breve volgere di quattro anni, la carriera dei torinesi Popforzombie ha assunto diverse sembianze. Un pop-rock a tinte post punk, poi canzone d’autore, sempre accenti molto marcati, infine songwriting classico, a trazione acustica. Dopo l’esordio omonimo, datato 2017, l’anno scorso erano usciti con un EP in 4 tracce. Ma proprio durante il primo lock […]

Nel breve volgere di quattro anni, la carriera dei torinesi Popforzombie ha assunto diverse sembianze. Un pop-rock a tinte post punk, poi canzone d’autore, sempre accenti molto marcati, infine songwriting classico, a trazione acustica. Dopo l’esordio omonimo, datato 2017, l’anno scorso erano usciti con un EP in 4 tracce. Ma proprio durante il primo lock down, rigorosamente senza vedersi, hanno lavorato all’incisione di “Cose Piccole”.

È tutto fatto in casa. I due chitarristi Michele Battaggia Bozzi e Fausto Belardinelli si occupano anche di testi, musica e produzione. Alla voce c’è Paolo Passera Poli, al basso Davide Costa e alla batteria Roberto Zaffaroni. Per l’occasione, tuttavia, i cinque si sono fatti aiutare da diversi amici, in grado di arricchire soprattutto la parte vocale dei dieci pezzi che compongono il disco.

L’inizio propone una doppietta di ballad: Canzone inutile e I codici degli uomini offrono disincantati ragionamenti sui tanti significati della vita. La starting track, in particolare, è impreziosita dalla vocalità profonda di Andrea Chimenti, storica voce dei Moda, dominatori della scena new wave fiorentina anni ’80. Dalla vita all’amore, La mia anima e il tuo corpo alterna un dolce arpeggio di chitarra a fasi di crescente pathos: qui la guest star è il cantautore Davide Tosches.

C’è spazio anche per un po’ di amarcord tra Dalla, De Andrè e De Gregori in Reitia e nella conclusiva I santi. La vetta più alta del disco è probabilmente Canzone sciocca, dove Poli duetta con Tommaso Cerasuolo dei Perturbazione tra richiami folk di provenienza nordica e interessanti innesti elettronici. E’ tempo quindi di Paglia, insieme a Leonardo Laviano (Lastanzadigreta), che racconta dei piccoli equilibri da trovare ogni giorno, tra fine del mondo e fine mese. Flavio Ferri dei Delta V accompagna invece narrazioni rassegnate sui temi della guerra e dell’inquinamento in 400 P.P.M.

Non mancano i riferimenti alla pandemia, trattati puntualmente e prima della conclusione in Outis (insieme a Cosimo Malorgio degli Assist) e Magia. Vuoi anche per il momento in cui sono stati scritti i pezzi, si parla immancabilmente di un pre e un post pandemia, con un futuro tutto da immaginare.

In definitiva, dagli esordi sembra passata molta acqua sotto i ponti. La buona notizia è che la maturazione cantautorale a tinte acustiche convince molto di più rispetto all’energia dei primi passi della band. Dal punto di vista del racconto, le “Cose Piccole” si aggregano e pian piano formano un’intera esistenza. Nei fatti, il disco è esistenziale: arriva a parlare anche dei massimi sistemi, ma sminuzzando il discorso in particelle elementari.  

La scelta di talune voci “d’appoggio” risulta molto azzeccata, perchè i toni bassi e caldi fanno da efficace contraltare al timbro acuto di Poli. Tuttavia, non tutto riesce alla perfezione, alcuni testi e qualche passaggio musicale risultano un po’ ingenui all’ascolto o semplicemente possono essere arricchiti dal punto di vista delle sonorità. Ma la strada intrapresa dà l’impressione di essere quella giusta: è questa la dimensione più credibile dei Popforzombie.

Post Simili