Brian Wilson – At My Piano
Recensione del disco “At My Piano” (Decca, 2021) di Brian Wilson. A cura di Silvia Cinti.
“Avevamo un pianoforte verticale nel nostro soggiorno e da quando avevo 12 anni, lo suonavo ogni giorno. Non ho mai fatto una lezione, ero completamente autodidatta. Il pianoforte ha giocato un ruolo fondamentale nella mia vita. Mi ha portato conforto, gioia e sicurezza. Ha alimentato la mia creatività e la mia natura competitiva. Lo suono quando sono felice ma anche se mi sento triste. Amo suonare per le persone e amo suonare da solo quando nessuno mi sta ascoltando. Il pianoforte e la musica probabilmente mi hanno salvato la vita”.
Brian Wilson è colui che ha guidato una rivoluzione musicale come membro fondatore dei Beach Boys band che dal 1961 ha incarnato il suono della California, del surf e del sole. Brian è un cantautore, produttore, arrangiatore, cantante e musicista americano una vera leggenda del pop. È ampiamente riconosciuto come uno dei cantautori più innovativi e significativi del XX secolo. Ora, a 79 anni, Wilson è tornato con l’album “At My Piano” autoprodotto insieme a Nick Patrick. Questo lavoro discografico è una raccolta profondamente rilassante delle canzoni memorabili dei Beach Boys che include God Only Knows, Wouldn’t It Be Nice, California Girls, Good Vibrations… componimenti eseguiti con una lucida chiarezza derivata dall’impegno di un unico strumento musicale: il pianoforte.
“At My Piano”si rivela proprio quello che suggerisce il titolo: Wilson, e solo Wilson, al pianoforte. Cinquanta minuti delle sue composizioni più famose realizzate con una dolcezza austera, pura ed essenziale. Ascoltare queste versioni melodicamente fedeli di God Only Knows, California Girls, Wouldn’t It Be Nice dei Beach Boys inevitabilmente porta l’ascoltatre a ricordarsi di tutto quello che fa parte delle registrazioni originali. Una sorta di guida psicologica per la mente per ricordare ai fan affezionati ma anche a quelli occasionali cosa c’è stato prima e quanto era bello.
Wilson suona sicuramente bene, con destrezza e gentilezza – la traccia magica Good Vibrations è un’impressionante vetrina sia di tecnica che di gusto – e questo conferisce un sapore interessante a brani quali The Warmth Of The Sun e Sketches Of Smile, quest’ultima è una suite musicale di tre minuti e mezzo che incorpora Our Prayer, Heroes And Villains, Wonderful e il singolo Surf’s Up del 1971. Qualche piacevole sorpresa avviene anche nei pezzi meno familiari: You Still Believe In Me e Till I Die.
“At My Piano” non può essere considerato il disco dell’anno o una novità imperdibile ma è senza alcun dubbio una testimonianza di quanto meravigliose e robuste siano le sue melodie nonostante siano passati decenni dalla loro pubblicazione.
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