Vertebra Atlantis – Lustral Purge In Cerulean Bliss
Recensione del disco “Lustral Purge In Cerulean Bliss” (I, Voidhanger, 2021) dei Vertebra Atlantis. A cura di Enrico Ivaldi.
Pubblicare due lavori di qualità altissima in un meno di un anno non è qualcosa alla portata di tutti. Evidentemente lo è per il nostro G.G. (ovvero Gabriele Gramaglia, già mente dietro a Cosmic Putrefaction, The Clearing Path e Summit) che, dopo il bellissimo EP di Turris Eburnea (insieme a Nicholas McMaster dei Krallice), esce con il debut dei Vertebra Atlantis sua prima vera e propria band (dai tempi degli Oaken Throne), affiancato qua da V. e R.R. rispettivamente di HomSelvareg e Bolvangar.
Già dalla preview si capiva che ci saremmo trovati di fronte ad un qualcosa di estremamente interessante, un ibrido perfetto tra il death metal più cavernoso e un black metal a metà tra le sinfonie degli Emperor e le avanguardie più dissonanti.
Tutto “Lustral Purge In Cerulean Bliss” è un costante alternarsi di momenti claustrofobici e pesantissimi come il death cosmico e contorto delle due tracce di apertura e aperture più atmosferiche di grande intensità. In tal senso i tre brani centrali del disco dimostrano enormi influenze dei primi Emperor sia come riffing che come uso delle tastiere, che si palesano nell’intensa Altopiano Celeste e nella conclusiva The Hermit Strums a Mournful Dirge.
La title track, che mescola alla perfezione le dissonanze chitarristiche di Immolation ed Incantation al pathos della band di Ihsahn rappresenta l’esempio più efficace della bravura dei tre nel mescolare le proprie influenze. A chiudere il cerchio abbiamo, infine, una produzione ottima ed il solito, meraviglioso artwork ad opera di Vama Marga, già all’opera col nuovo Ad Nauseam.
Non è un caso che “Lustral Purge In Cerulean Bliss” e “Imperative Imperceptible Impulse” rappresentano due tra i migliori lavori estremi Italiani (e non) di questo 2021.




