Of Mice And Men – Echo

Recensione del disco “Echo” (Sharptone Records, 2021) degli Of Mice And Men. A cura di Simone Catena.

Il quartetto americano Of Mice And Men torna sulle scene con un nuovo album, il settimo della loro carriera. “Echo” segue la scia furiosa e martellante del precedente lavoro “EarthandSky” del 2019 e comprende i due Ep “Timeless” e “Bloom”, rilasciati durante il lockdown, in un periodo complicato per tutta la scena musicale. Il disco viene prodotto dall’etichetta statunitense Sharptone Records e racchiude tutto il percorso della band nell’ultimo anno, avvolgendo le sonorità in un vortice sonoro enorme e d’impatto. All’interno le tematiche si muovono tra argomenti che toccano la nostra vita, come la perdita e la crescita, fino all’amore e alla libertà e in modo intenso, ci offrono un’esperienza unica.

La band nata in California ha trascorso le ultime fasi del 2020 registrando le tracce in modo eccellente. Il sound vicino al metalcore si abbatte su ritmiche sfrenate e pesanti. Oltre alla potente tempesta di riff e distorsioni violente, in questo nuovo capitolo si aggiunge il mondo disorientato e malinconico del vocalist Aaron Pauley, che suona anche il basso, creando un groove corposo e d’impatto. La sua linea vocale melodica prende vita nei ritornelli orecchiabili e, come un inno alla libertà, completa le diverse composizioni. Infine, l’artwork del disco è progettato dall’artista visionario Derek Hess.

Timeless aziona la macchina infernale di questo disco con una chitarra ruvida e aggressiva che si lancia in un passaggio spedito in un brano che rallenta la sua corsa sul ritornello dolce e leggero. Sul bridge gli stop geniali di batteria e basso danno lo slancio definitivo alla traccia, chiudendo la sua rabbia in un loop silenzioso. Segue l’odio macchinoso di Obsolete, un chiaro cavallo di battaglia del gruppo, che adora immergersi in terre desolate e caotiche. Anche qui il cambio notevole dei ritmi alza la qualità del brano, con una voce sofferta che tocca note sensibili per poi esplodere nell’atto estremo conclusivo.

Con Anchor torniamo indietro ai primi lavori della band, che trasmettono una sensazione più introspettiva. Il segnale iniziale apre le porte di un paradiso graffiante, in cui il riff di chitarra si culla dolcemente sulla melodia per poi travolgere ogni cosa. Una delle tracce migliori di questo disco. Levee ci risveglia sotto un temporale, con le urla disperate di Aaron che lasciano un segnale forte e importante in una traccia energica, che toglie il respiro. Lo stesso percorso viene inserito in Bloom, un’ennesima danza martellante, che utilizza anche delle idee nuove per quanto concerne la linea vocale, toccando l’elettronica ovattata. Pulling Teeth è sicuramente una delle tracce più pesanti dell’intero album: la tecnica growl sprigiona tutta la sua violenza in passaggi vicino al death metal. Solo nella parte centrale si nota una piccola quiete. L’adrenalina corposa continua con il tiro sfrontato di Mosaic portando la struttura al di sopra di ogni aspettativa e toccando il tetto massimo di questo lavoro.

Verso la chiusura del disco troviamo l’ultimo singolo Fighting Gravity, che riguarda l’imparare a lasciarsi andare in questa vita fatta di situazioni al limite. Una vera perdita del controllo su una realtà che crea un sistema ottuso per la nostra condizione di umani. La title track Echo invece dipinge parabole distorte che danzano su innumerevoli cambi di tempo avvolti dalla violenza inaudita della ritmica gonfia di sonorità e atmosfere. L’album si chiude con Helplessly Hoping, una cover della band folk Crosby, Stills & Nash e in cui in una sorprendente chiave sinfonica la band si lascia andare, producendo una versione leggera e quasi scanzonata.

È vero, non c’è niente di nuovo in questo nuovo lavoro degli Of Mice And Men, che a distanza di anni, confermano alla grande il loro mood aggressivo e di spessore. Ma le dieci tracce che compongono “Echo” scorrono in modo preciso, senza annoiare l’ascoltatore e ci accompagnano nel mondo roccioso della band e in tutte le sue innumerevoli forme irregolari e melodiche.

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