Verdena – America Latina, music inspired by the film
È lecito pensare che i Verdena siano una delle cose più belle capitate al rock italiano da una ventina d’anni a questa parte. C’è chi già lo aveva capito nel lontanissimo 1999 quando uscì il primo omonimo disco e chi ha colto il loro talento, l’energia e il fascino della band bergamasca nel corso del […]
È lecito pensare che i Verdena siano una delle cose più belle capitate al rock italiano da una ventina d’anni a questa parte. C’è chi già lo aveva capito nel lontanissimo 1999 quando uscì il primo omonimo disco e chi ha colto il loro talento, l’energia e il fascino della band bergamasca nel corso del tempo. “Endkadenz” composto da due volumi entrambi pubblicati nel 2015, è stato una curiosa doppietta che non ha fatto che confermare la bravura dei fratelli Alberto e Luca Ferrari e Roberta Sammarelli.
Ci sarà da aspettare ancora un po’ per il tanto desiderato settimo album, ma nel frattempo il 2022 ha portato con sé una lieta novella. Ovvero “AMERICA LATINA, music inspired by the film” un insieme di diciannove canzoni strumentali inedite che rappresentano la colonna sonora del terzo film dei Fratelli D’Innocenzo intitolato “America Latina” per il quale i Verdena hanno realizzato le musiche.
“Ringraziamo Fabio e Damiano per averci coinvolti, lavorare con loro è stato creativo, interessante e stimolante. Ci hanno dato entusiasmo ed energia” ha raccontato il gruppo a proposito di questo progetto aggiungendo poi come si svolse il lavoro in studio “abbiamo pensato di scavare nei nostri archivi e di sottoporgli del materiale inedito che non avevamo mai utilizzato. Tra questo materiale c’era Fenuk, una compilation di suite strumentali registrate da Luca a casa con il 4 piste a cassetta nel 2010, mentre Alberto in studio stava scrivendo i testi di Wow”.
Il 28 gennaio è stato pubblicato “AMERICA LATINA, music inspired by the film” in versione digitale e in vinile a tiratura limitata e numerata. Le 1500 copie si sono polverizzate in un giorno. Se da una parte si percepiscono sonorità riconducibili a “Wow” – la brevissima Brazil (Abisso) ricorda vagamente A cappello – dall’altra la meravigliosa Lullaby (entrambe le versioni) evoca Natale con Ozzy la delicata ballad presente in “Endkadenz Vol.2”. Nel susseguirsi dei pezzi l’ascoltatore si evince talvolta turbato perché non ha chiaro in quale metaverso sonoro sia coinvolto. La spontaneità dei Verdena ritorna in Stagno brado mentre sia Scintillatore D2 sia Brazil (Charogne) pizzicano alcune corde dell’animo dell’ascoltatore travolto da un turbinio di sensazioni dalla paura all’orrore. Spuntano schiamazzi e risate malefiche Scintillatore (Rogorifero), insistenti fischiettii Brazil (ZZ), sonorità più distorte ed inquietanti Brazil (Chitarroista) e ancora rumori e versi criptici come accade nel disturbante epilogo Scintillatore (Kurt Cobain).
In questa colonna sonora strumentale è riscontrabile quel guizzo geniale – la rivisitazione di un brano produce ogni volta atmosfere differenti – da parte dei Verdena, tuttavia è normale arrovellarsi sul fatto che questa sia solo una bellissima favola di musica noir che potrebbe però essere accantonata il giorno in cui gli ambiziosi musicisti di Albino si decideranno a pubblicare finalmente il loro nuovo album.




