Author & Punisher – Krüller
Recensione del disco “Punisher” (Relapse Records, 2022) di Author & Punisher. A cura di Simone Catena.
Il visionario artista Tristan Shone, in arte Author & Punisher, torna sulle scene con un nuovo album carico di melodie e immerso in ambientazioni post apocalittiche. “Krüller” viene prodotto per l’etichetta americana Relapse Records e mette in risalto un processo creativo di spessore, in cui il sound electro noise si fonde alla tematiche industrial e mette in risalto un nuovo percorso vocale, meno macchinoso rispetto al passato. All’interno del disco troviamo la collaborazione di alcuni illustri ospiti e musicisti di rilievo, come i due carismatici artisti Danny Carey e Justin Chancellor, motore e anima dei Tool. Il risultato è una miscela esplosiva carica di inventiva, sogni distorti e sonorità ipnotiche.
L’album si apre con una suite corposa e dalla durata notevole intitolata Drone Carrying Dread. La timbrica incantevole della voce si incastra sulla base di fondo che regge un tempo cosmico e aggressivo, la drum machine poi scandisce un’atmosfera oscura che porta l’ascoltatore dentro una stanza buia, ai confini della realtà. Segue Incinerator, con un insieme di suoni metallici e un synth talmente sporco tali da generare un terremoto nell’aria. Nella strofa l’intensità si calma con la qualità vocale di Tristan, che avvicina l’ascolto a qualcosa del buon vecchio Trent Reznor e ai suoi monologhi matematici e, nel finale, l’odio esplode a passi enormi portandoci verso un mondo dissonante e una sensazione caotica.
Centurion si tinge invece di drone metal, aumentando le vibrazioni estreme e virando verso qualcosa di surreale. Grazie al tiro furioso dei pad, inoltre, la struttura subisce una mutazione importante. Sulle note malinconiche di Maiden Star il ritorno al passato è evidente: è un brano sensibile e emozionante. La seguente Misery accende una sinfonia commerciale, con un groove semplice da digerire. Il musicista si diverte anche a cimentarsi con alcune cover, come la sensazionale GloryBox, che cambia il mood al brano leggendario degli immensi Portishead. Una versione incredibile e tenace.
Verso la chiusura un computer in tilt prende vita sulla traccia Blacksmith. Qui il synth dormiente si agita sulle corde vocali nauseate di Tristan, sotto un tappeto rumoroso e ricolmo di elettronica. Il disco si arresta con la title-track, un’opera a tratti inquietante, con una marea di suoni irregolari, ma di una bellezza infinita. Una delle tracce più complete di questo lavoro, che conclude al meglio un percorso spaziale.
Il suono distorto e creativo di Author & Punisher, che tocca con decisione anche le corde della sperimentazione, si conferma in modo eccellente descrivendo al meglio questi nostri giorni e ci lascia a vagheggiare sospesi in un mondo viscerale.




