Anxious – Little Green House

Recensione del disco “Little Green House” (Run For Cover Records, 2022) degli Anxious. A cura di Andrea Vecchio.

Dal Connecticut ecco gli Anxious, che arrivano finalmente a pubblicare il primo loro disco completo, dopo svariati singoli, EP ed un live uscito per l’etichetta devota all’hardcore tamarro per eccellenza, Triple B.

“Little Green House” è il frutto quindi di un elaborato studio su come possa suonare il pop punk made in USA ai nostri giorni, ma il risultato è, purtroppo, alquanto misero. Se di primo acchito, infatti, il suono che arriva può essere assimilato a quello scanzonato e diretto di band come Big Kids e J- Church, infatti, dopo un ascolto più complementare il tutto risulta un’accozzaglia di generi che, nella loro commistione, non strabordano come avrebbe dovuto essere: la deriva inarrestabile di questo sound ci porta così nei meandri più bui delle canzoni più melense scritte da Thursday e Garrison, piuttosto che verso uno spiraglio di luce post hardcore wannabe.

Mi spiego meglio. La lunghissima Growing Up Song, per esempio, varia tra cori di chiara matrice punk-rock melodico inseriti nel contesto sonoro al punto giusto ed una parte vocale durante le strofe troppo sommessa e cupa per poter lasciare il segno. In tal modo la canzone, da un classico prototipo emocore si trasforma in qualcosa di amorfo e troppo trascinato. Troppe chitarre, troppe parti cantate, troppi stacchi stentorei. Wayne, poi, ci starebbe anche come brano acustico, ma, allo stesso modo, per colpa della sua prevedibilità, non comunica nulla di più se non una paradossale noia.

Il pezzo di questo “Little Green House” che più si avvicina al fare centro è la successiva canzone, Speechless, che grazie all’influenza di Hell Is For Heroes, soprattutto, riesce a superare i momenti di impasse determinati dalle parti urlate.

Siamo di fronte a un album non sintetico, abbastanza disunito, che lascia l’amaro in bocca perché, ovviamente, c’era una grande attesa in vista della sua pubblicazione. Call from you, il veloce e compatto singolo di lancio del lavoro, faceva presagire qualcosa che non si è rivelato nella sua autenticità.

Run For Cover Records ha pubblicato Narrow Head, Modern Baseball e Walter Schreifels, durante la sua lunga  e prolifica esistenza nel panorama alternativo americano. Ma il debutto degli Anxious andava studiato necessariamente meglio.

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