Ditonellapiaga – Camouflage

Recensione del disco “Camouflage” (Dischi Belli / BMG, 2022) di Ditonellapiaga. A cura di Stefano Zicari.

2 Febbraio 2022, seconda serata di un Sanremo dai ritmi incerti. É appena terminata l’esibizione di una paleontologica Iva Zanicchi, quando fa la comparsa uno strano duo composto dall’esordiente Ditonellapiaga (Margherita Carducci) e quell’altro dinosauro, seppur di specie assai diversa, di Donatella Rettore. Poteva essere l’ennesima coppia sanremese male assortita e invece quel brano, Chimica,  è il meteorite che aspettavamo. In quel momento nei salotti di tutta Italia volano via i plaid, saltano i cuscini, scatta qualche limone e forse viene concepita qualche nuova forma di vita.

Ma facciamo un passo indietro, perchè qualche giorno prima della suddetta esibizione esce su Spotify quello che può essere definito il primo long playing della giovane Margherita, una raccolta di brani sotto il titolo “Camouflage”, con un artwork coloratissimo in cui l’artista romana emerge a malapena dal mobilio d’epoca di un salotto demodè e dalle conversazioni delle attempate signore che la circondano. Pop, ambiguità, contrasto, malinconia: tenete questi elementi in memoria perchè saranno loro a caratterizzare l’intero disco e di conseguenza lo stile musicale di questa nuova boccata d’ossigeno della musica italiana.

Ritornando alla settimana della kermesse, è nella curiosità ormai nazional popolare che viene aggiornata la pubblicazione di “Camouflage”, che contiene ad oggi la già citata e ormai regina della radiofonia italiana Chimica feat. Rettore e cinque brani tratti dall’EP d’esordio “Morsi” (2021). Insomma il puzzle è completo e il risultato è uno degli album di musica pop italiana più interessanti degli ultimi anni.

Tra i 13 brani che compongono il disco, Ditonellapiaga si muove con sinuosità tra soul e french-pop, tra urban ed elettronica, tra il sudore del club e le 2 gocce di chanel del lounge bar. La ragazza ha uno stile di scrittura accattivante e canta bene, ma poi se ne frega e rappa, sussurra, recita. Grazie ad una sapiente produzione musicale, diventa un tutt’uno con i suoni da cui si lascia avvolgere, spesso minimali, calibrati al millimetro su ogni parola, respiro, verso, nota. L’impressione è che possa e voglia fare qualsiasi cosa, ma che non abbia nessuna intenzione di strafare. 

Ditonellapiaga riesce a scandalizzare con eleganza e sensualizzare con ironia e questo equilibrio rimane intatto per l’intero ascolto, nonostante i continui sbalzi d’umore, nonostante l’alternarsi di reggaeton e  pianoforti tristi, dancehall e lenti malinconici, desideri carnali e distanze mentali. Ditonellapiaga tiene insieme tutto, come d’altra parte, cerchiamo di fare tutti noi ogni giorno.

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