Straight Opposition – Path of Separation
Recensione del disco “Path Of Separation” (Time To Kill Records, 2022) degli Straight Opposition. A cura di Simone Catena.
Dopo cinque anni di attesa il quartetto hardcore pescarese Straight Opposition riprende il suo percorso carico di adrenalina, ritmi furiosi, dinamiche martellanti e testi personali che parlano di odio e protesta verso una società ottusa. Il cammino si era interrotto dopo l’ultimo capitolo “The Fury From the Coast” nel 2017, lasciando un punto in sospeso sopra la scena underground punk del momento. Con questa nuova bomba di tredici tracce intitolata “Path Of Separation” viene messo nuovamente a nudo il sound old school della band, che cavalca un’ambizione audace e risveglia il culto del sound duro degli esordi. L’album è prodotto dall’etichetta italiana Time To Kill Records.
La tracklist apre il suo mosaico con Outsider By Choice, autentico timbro e manifesto della band che si proietta nel vortice estremo ed aggressivo spazzando via tutti i pensieri negativi. Nei due singoli successivi July 2019 e Workstation Dead Box invece, si segna un tassello martellante e violento. Le tematiche ruvide della chitarra si incastrano ai ritmi sfrenati della batteria e ai riff corposi che incontrano la voce inconfondibile di Ivan, toccando influenze monumentali in pieno stile Agnostic Front, con una vena artistica vicino al crossover. The Next Revolution calma solo nella parte iniziale gli animi e sussegue con un inno verso la libertà e un invito ad infrangere le regole. In Delusion Of Omnipotence l’oscuro timbro estremo della ritmica continua a correre lungo una linea sottile e preziosa, per un brano ripetitivo ma godibile. Con la feroce Pro Choice si chiude la prima parte del disco, una traccia che accenna sonorità quasi trash metal, reggendo a pieno il caos totale per poi chiudersi nell’uragano finale.
Path Of Separation apre un trittico di brani con durata breve che lasciano spunti eccellenti all’ascoltatore e si affaccia alla successiva Persona all’interno della quale troviamo invece delle sensazioni oscure e caotiche. The Secrets Of Your Militance trasmette ancora un muro magnetico e l’urlo carico di sofferenza nel finale è una vera chicca che completa il brano. A passi da gigante ci buttiamo dentro le note di It’s Killing Time, dove notiamo le seconde voci melodiche che tagliano in due la traccia, mentre su From The Cradle To The Grave ci sono degli accenni brutal a tinte death metal, un’opera rocciosa come il marmo. Verso la fine ci soffermiamo sulla velocità estrema di No Age to Xclaim per dare un segnale preciso e diretto al mondo lì fuori. La parte finale del disco viene affidata alle chitarre dissonanti di No Father’s Flag che creano un’atmosfera audace e melodica soprattutto nel bridge, una vera chiusura con il botto.
La band abruzzese si è fatta attendere a lungo ma non ha deluso le aspettative. Per loro adesso inizia un ulteriore viaggio estremo e originale che li mette in luce con una nuova pelle di grande qualità.




