Decasia – An Endless Feast For Hyenas

Recensione del disco “An Endless Feast For Hyenas” (Heavy Psych Sounds, 2022) dei Decasia. A cura di Simone Catena.

Da Parigi arriva il debutto discografico dei Decasia, una band sperimentale che esprime tutto il suo potenziale all’interno di un viaggio psichedelico, su tematiche vicine al krautrock. “An Endless Feast For Hyenas” è un punto di partenza per la ricerca di un suono roccioso, il tutto all’interno di una narrazione sublime avvolta da distorsioni profonde e un universo magnetico carico di vibrazioni lussuose. L’album viene prodotto dall’etichetta romana Heavy Psych Sounds, che nell’arco degli anni è riuscita a ritagliarsi uno spazio notevole per quanto concerne il panorama stoner.

Con l’apertura affidata a Ilion notiamo attimi di energia ipnotica e uno stile carismatico che avvolge un riff di chitarra quasi drammatico, in un tiro corposo ed aggressivo. La sensazione oscura poi si sposa alla perfezione con l’interpretazione vocale fresca e travolgente. Il ritmo misterioso prosegue sulle note rilassate di Hrosshvelli’s Ode. Qui, nella parte iniziale, si lascia spazio ad un vortice doom metal, prima di esplodere in un momento di intensità ruvido e un ritornello che funziona e scorre nelle vene con una qualità sopraffina. Il rumore di fondo in Altostratus risveglia qualcosa di mistico e si collega alla cavalcata graffiante di Cloud Sultan. Un brano interessante, dove l’atmosfera della ritmica apre i sentimenti a un timbro furioso e martellante. Le sonorità infine accostano l’ascolto ai primi lavori dei Colour Haze, trio tedesco davvero formidabile. Override invece si accende sul basso grandioso di Fabien Proust e sul vortice sfrenato delle percussioni, innalzando una composizione godibile di puro rock’n’roll.

Con Skeleton Void notiamo i primi accenni di krautrock spaziale, immersi in un paesaggio silenzioso, su una struttura infernale che gioca con gli effetti vocali, dando quel tocco originale alla traccia. La breve Soft Was the Night si unisce alla solida sinfonia meticolosa di Skeleton Void. Un’opera sensazionale, la migliore del disco, in cui i segnali di energia abbracciano emozioni nascoste. Prima di completare questo buon esordio, ci soffermiamo sulle qualità sonore e ampie di Sunrise: un altro brano potente, con vari cambi di tempo eccellenti. La chiusura viene affidata a Hyenas at the Gates, con un arpeggio di chitarra nel sottofondo e rumori di passi oltre l’ignoto.

An Endless Feast for Hyenas“, cerca di non apparire pesante al primo ascolto, nonostante la quantità incredibile di riff dissonanti e ritmiche furiose. Come primo assaggio è un album divertente, ma si ha ancora la sensazione che manchi qualcosa per renderlo davvero eccezionale.

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