Saturn’s Cross – Cheat Death

Recensione del disco “Cheat Death” (Avantgarde Music, 2022) di Saturn’s Cross. A cura di Elena Corrado.

Fresco di pubblicazione per Avantgarde Music, “Cheat Death” è il primo album da solista di Saturn’s Cross, meglio conosciuto come Sebastian Montesi. Rispetto ai lavori con i gruppi precedenti Auroch e Mitochondrion dall’impostazione totalmente metal estremo, “Cheat Death” si addentra nei territori della coldwave. 

Le tracce si susseguono monotonamente con lo stesso schema: una base elettronica che delinea l’atmosfera greve e surreale da cui si stagliano timidamente una melodia e le parole sussurrate che illuminano e accompagnano l’ascoltatore in questo mondo. Non ci sono particolari apici o cambiamenti improvvisi di tono durante tutto l’album, nulla di sovversivo o pioneristico, nulla di nuovo insomma nel panorama coldwave ormai abbastanza saturo sul mercato (penso a Perturbator, The Soft Moon, Health, solo per citarne alcuni sul genere). E probabilmente quest’album non ne ha nemmeno le pretese di esserlo.

Eppure, una cosa bisogna riconoscerla: Montesi riesce a ricreare e padroneggiare una musica che sembra sgorgare direttamente dagli abissi più profondi degli inferi (o dell’animo). Nonostante le sonorità inusuali per l’artista canadese, i suoi trascorsi musicali emergono in tutta la loro forza disturbante. Come compagni di viaggio Montesi si sceglie non a caso tutti gli elementi caratteristici del mondo metal: anche solo scorrendo i titoli dei brani si percepisce un flirting con la morte stessa (Cheat Death) in un mondo notturno (Last Night We Said a Great Many Things) popolato da divinità maligne (Vicious Gods Of The Night). 

Questo lavoro non si fa amare, tanto è freddo e distaccato. Più lo si ascolta però, più si riesce a perdersi nei pensieri e nei meandri nascosti di questo mondo abissale e spettrale. Un mondo coeso, ben fatto e soprattutto in cui Montesi sembra esserne pienamente a suo agio e il che alla fine fa sentire a nostro agio pure noi.

Post Simili