Ken Mode – Null

Recensione del disco “Null” (Artoffact Records, 2022) dei Ken Mode. A cura di Massimo Citton.

I Ken Mode si formano in Canada alla fine degli anni Novanta e prendono il loro nome da un’etica usata dal frontman Henry Rollins dei Black Flag, “Kill Everyone Now” per descrivere il loro stato d’animo durante il glorioso tour dell’album “My War”. Questo rimane come fondamento e attitudine della band capitanata dai fratelli Matthewson, Jesse e Shane, con l’arrivo del nuovo bassista Scott Hamilton e solo dal 2021 dalla polistrumentista Kathryn Kerr.

La band underground suona una sorta di metal-hardcore caotico ed è riuscita ad arrivare alla notorietà grazie al lavoro in studio con produttori del calibro di Kurt Ballou (Converge), Matt Bayles (Converge, Botch, Isis), Steve Albini (Nirvana) e Andrew Schneider (Unsane, Cave In). Sicuramente I Ken Mode sono una band molto eterogenea, anche se mantengono comunque la loro impronta oscura e brutale.

La nuova componente – e consulente contabile della band – K. Kerr, ha donato parti di sassofono, sintetizzatori, pianoforte e cori che aggiungono alle sonorità già tenebrose di per sé ancora più pathos, creando così delle sonorità che nascono dall’oltretomba. “Null” è un’abrasione uditiva in cui l’affermazione ideale del gruppo cade in un collasso e in un vortice di disperazione sonora, che rispecchia la loro reazione psicologica diretta all’esperienza collettiva degli ultimi due anni e mezzo. Queste sonorità attingono non solo dal rumore disperato e dai suoni industriali degli anni ‘80 e ‘90, alla Swans, Einstürzende Neubaten, o anche Nine Inch Nails, la band ha anche mescolato in modo decisamente più cupo e ossessivo l’hardcore metallico all’extreme noise rock (come se Melvins e Today Is The Day incontrassero i Converge e i Botch).

Il nuovo lavoro espone il nucleo emotivo alla malattia mentale e alle strategie per combatterla, quando i propri meccanismi di gestione sono stati spogliati involontariamente e costretti a navigare in queste politiche divisorie e miserabili. Le tracce in questione sono maledette, infernali, inducono paura. L’Oltretomba è la caverna, quella della nostra società moderna, che si è isolata e inabissata maggiormente e proprio i Ken Mode ci sussurrano di segare le catene e uscire nel mondo delle idee per poi ritornare nella caverna e a colpi di Hardcore violento massacrare tutti gli altri schiavi.

Alla fine vige solo una regola : Kill Everyone Now ancora e ancora.

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