Soulside – A Brief Moment In The Sun
Recensione del disco “A Brief Moment In The Sun” (Dischord Records, 2022) dei Soulside. A cura di Simone Catena.
I Soulside sono una band storica nata nel 1985 e sono tra i principali fondatori del genere post hardcore che, con il passare degli anni, ha preso sempre più piede nella scena musicale underground con una forma ben definita e di qualità. Il loro percorso ha dato origine ad un vero e proprio movimento di nicchia, accompagnato da sonorità ruvide e arrangiamenti ricercati che si spostano su direttive emotive, in un contrasto furioso di tematiche. Il gruppo, dopo tre album eccellenti, si scioglie nel 1989 per ritrovarsi nel 2014 e a distanza di due anni dal precedente ed emblematico “This Ship” torna con un nuovo entusiasmante lavoro. Con “A Brief Moment In The Sun“, prodotto e distribuito dalla rocciosa etichetta Dischord Records, con sede a Washington, si va alla ricerca di nuove prospettive accompagnati da una grande voglia di sorprendere ancora ed una grinta invidiabile.
La cavalcata sensazionale di Times Like These apre con grande energia questo lavoro. Il riff portante della chitarra esplora una melodia sensibile che ruggisce a dovere e si lancia in un ritornello melodico. Segue il groove gonfio di carisma di Day 2, una traccia morbida che si tinge di grunge, con un arpeggio dolce e ritmato che lascia ampio spazio alle percussioni danzanti. Le successive Every Clover e Reconstruction portano invece con sè quella qualità sporca e martellante del passato, ma riescono a trasmettere anche nuove vibrazioni leggere e sognanti. Con una scrittura precisa e attenta si esplora una sperimentazione godibile in puro stile post punk. Runner, il primo singolo,accoglie invece un basso sgranato ed una dinamica rumorosa e conclude il primo blocco di brani a disposizione.
La seconda parte del disco si aziona con la distorsione potente di Walker, una traccia matura e orecchiabile, mentre Tambourine si porta dietro le sonorità rock’n’roll dei primi Pearl Jam, con quella vena artistica frenetica anni ’90 che li ha contraddistinti. Le atmosfere delicate di 70s Heroes accompagnano dolcemente l’ascoltatore verso un luogo incantevole e narrano una storia ricca di ricordi ed emozioni graffianti, che con il suo bridge struggente si distingue per essere uno dei brani più riusciti del disco. Con il sound ovattato di Resolved si abbraccia una sinfonia semplice che esplode nel cambio trionfante della batteria per un’esibizione ipnotica. Ci avviciniamo poi alla fine del lavoro con la furia cosmica e a tratti new wave di Rediscovery, prima di passare all’esibizione notevole del batterista Alexis Fleisig in Survival, una composizione gioiosa che prende velocità con un cambio punk rock e una melodia che libera tutti i brutti pensieri. Il disco si conclude sulla distorsione a tratti stoner di It’s All About Love, un brano caotico e polveroso che si spegne lentamente in un ultimo passaggio oscuro.
I Soulside ci deliziano con un lavoro sicuro e originale, cercando nuovi stimoli in una realtà ormai troppo moderna: un buon capitolo energico e ben costruito.




