The Academic – Sitting Pretty
Recensione del disco “Sitting Pretty” (Capitol Records, 2023) dei The Academic. A cura di Simone Catena.
Sin dagli esordi datati 2018, gli Academic hanno cavalcato a lungo l’onda del panorama indie rock, cantando di rapporti adolescenziali d’amore e amicizia. La band irlandese in ogni sua opera ha cercato di incastonare strutture melodiche mozzafiato in orizzonti felici e scanzonati. Anche in questo secondo album “Sitting Pretty”, il degno seguito di “Tales From The Backseat”, il gruppo, a distanza di cinque anni, accende un’atmosfera vivace e matura, mettendo in scena una narrativa originale e riflessiva. Il disco è prodotto per la prima volta dalla leggendaria label americana Capitol Records.
Gli accordi soffusi e ritmati nell’apertura del disco affidata a Pushing Up Daisies poggiano sulla ricerca di una melodia solida e introspettiva, al tempo stesso cavalcano un tappeto di ribellione che altro non è se non il resoconto degli ultimi difficili anni trascorsi della band. Segue il tiro vivace di Don’t Take It Personality, un ritmo pop tradizionale che incastra cambi di marcia sensibili e un ritornello spaziale, in cui il sintetizzatore frizzante collabora alla perfezione. What’s Wrong With Me fornisce uno stile vocale molto simile a Rivers Cuomo dei Weezer, e nonostante la canzone scorra in maniera frenetica, si riesce a captare un buon gusto armonico. Un brivido dolce e personale, invece, avvia la corsa vibrante di My Very Best, una traccia sensazionale, che immerge ogni sillaba in un emozione giocosa, per una delle composizioni più riuscite. Il bridge sensuale di This Is Your Life, poi, presenta molte influenze anni 80 che vanno a colorare un delizioso racconto e un arrangiamento caloroso e colmo di fantasia, che ci avvicina ai primi Supergrass.
Proseguiamo il cammino con una relazione amorosa complicata (Homesick) a cui seguono i versi danzanti e il beat pulsante di Hearbreak’s Where It’s At. Do What You Want calma l’impazzare delle melodie con una sinfonia solida che accelera il suo tempo in un perfetto pop frenetico. Ci avviciniamo alla fine con Step My Way e ci riscaldiamo il cuore sotto il sole accogliente della piacevole Let Go Of My Heart, costruita su di un tiro spedito di puro rock. Concludiamo con il cuore spezzato di Right Where You Left Me, le basi elettroniche e meccaniche di Rain, fino all’identità anni 70 stile Kinks di Buying Smokes.
Gli Academic cercano di mettere in fila tutti gli ingredienti necessari per descrivere la loro storia e il loro talento esce in maniera soddisfacente e significativa.




