Shonen Knife – Our Best Place
Recensione del disco “Our Best Place” (Good Charamel Records/P-Vine, 2023) delle Shonen Knife. A cura di Nicola Stufano.
Le Shonen Knife nascono nel 1981 ad Osaka, diventando nel corso degli anni successivi un fenomeno di costume. La musica rock giapponese, anche se magari non florida come oggi, era già una realtà, ma un trio al femminile che suonava punk rock non si era mai visto. Copia sputata dei Ramones (tant’è che periodicamente si dilettano come cover band, sotto il nome di Osaka Ramones), della band newyorkese le sorelle Yamano ereditano la musica più che lo spirito, risultando stra-inoffensive e cantando per lo più di banali questioni di quotidianità. A tale comportamento, adducono come giustificazione che ci sono già abbastanza band che cantano di inquinamento, guerra e povertà.
All’apice della loro popolarità le Shonen Knife si sono ritrovate a far da spalla ai Sonic Youth e addirittura ai Nirvana per volontà di Kurt Cobain in persona, il quale aveva trovato nel trio giapponese e nel loro disco d’esordio “Burning Farm” il suo personale guilty pleasure, del quale i Nirvana suonavano Twist Barbie nei live poco prima dell’uscita di “Nevermind”. Poi la moda è passata, e le Shonen Knife sono finite un po’ nel dimenticatoio, complici anche frizioni tra le due sorelle che hanno portato la bassista Atsuko Yamano fuori dal gruppo per 10 anni, fino al 2016.
Oggi queste allegre sessantenni festeggiano i quarant’anni dall’uscita di “Burning Farm” con una tournée nel Nord Europa e la pubblicazione del 22esimo disco, “Our Best Place“. Non c’è da aspettarsi nessuna variazione al tema originale: sin da Mujinto Rock è chiara l’intenzione di omaggiare ancora una volta i Ramones e raccontare temi leggeri. Ma cose proprio base, tipo il tempo atmosferico (Better) o il tè alle cinque (Afternoon Tea). Il massimo della trasgressione è andare a consigliare cibo vegano proferendo qualche parolaccia (Spicy Veggie Curry), tra l’altro con una partenza uguale a Blitzkrieg Bop in maniera sfacciata. Chiusura dedicata alla band preferita di Naoko Yamano che, notizia bomba, non sono i Ramones ma i Pilot, dei quali sicuramente ereditano una certa vena pop: è la cover di uno dei loro pezzi più noti, Just A Smile.
Ora, diciamo che non è il disco al quale approcciarsi con serietà, o alla ricerca di novità. Mettiamola così: se avete visto “Demolition Man”, c’è un momento in cui i due poliziotti che scortano John Spartan cominciano a canticchiare le canzoni di Oldies Station, una radio che trasmette le canzoncine della pubblicità di una volta, portando il protagonista interpretato da Sylvester Stallone forse nello stato di prostrazione massima raggiunto nel film. Ecco, se vi piacciono le canzocine di Oldies Station, allora “Our Best Place” fa sicuramente per voi.




