boygenius – the record

Recensione del disco “the record” (Interscope, 2023) delle boygenius. A cura di Antonio Margiotta.

I rapporti nati sul terreno delle passioni comuni sanno essere i più floridi. Quelli più forti, più duraturi e che spesso sanno dare vita a qualcosa di unico.

Visioni comuni che si tramutano in percorsi di vita condivisi e perché no, anche in progetti artistici. È il caso delle boygenius, dove a legare Phoebe Bridgers, Lucy Dacus e Julien Baker è in primis un’amicizia nata da incontri, confronti e lunghi scambi “epistolari” digitali tra le tre, orbitanti intorno a passioni condivise e vita quotidiana. Per questo non possiamo bollare il progetto musicale, qui al suo primo full length, come un’ordinaria “super band”. Dopotutto, le dodici tracce di questo “the record” non suonano mai come un esercizio di stile fine a sé stesso, o come una semplice somma di talenti. Se già con il precedente EP omonimo del 2018 si avvertiva la volontà di creare un connubio basato sulla reciprocità, qui il risultato è ancora più evidente ed emotivamente potente.

I contributi di ciascuna delle tre cantautrici ampliano e arricchiscono quelli delle altre, esaltando la qualità del lavoro finale: una selezione di brani che nasce dalla semplice condivisione, senza pressioni discografiche o velleità di sorta. Scrittura, arrangiamenti e produzione sono dunque il riflesso di un sentire simile ma al contempo diverso, della volontà di mettere in circolo storie ed emozioni: la summa di identità uniche, come emerge dal singolo Not Strong Enough o da parentesi emotive con la forza di We’re In Love. E anche nei brani dove a essere protagonista è un terzo dell band (come Emily I’m Sorry o True Blue) non si può fare a meno di avvertire una perfetta amalgama, umana e musicale: la capacità di mettersi a nudo quando a sorreggerci dall’altra parte c’è qualcuno in cui crediamo e che ci capisce.

Se con le proprie carriere soliste Bridgers, Dacus e Baker hanno saputo ritagliarsi uno spazio personale nella scena indie pop/rock statunitense, con boygenius l’intento è quello di edificare una casa in cui creatività e sensibilità personali si contaminino a vicenda.

E il risultato di questa volontà non potrebbe essere più toccante, con brani che tracciano una rotta perfetta tra gioia di vivere, ricordi passati e malinconie del presente. Un viaggio che, come la genesi di questo disco, solo condiviso con le persone giuste lascia il suo segno impresso nella memoria.

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