Cate – Vetro
Recensione dell’EP “Vetro” (Join Records, 2023) di Cate. A cura di Gianmaria Tononi.
Cate è una giovanissima cantautrice, rappresentante di una Gen Z che porta la sua esperienza come prima linea nelle sue parole, al debutto direttamente da Roma dopo aver iniziato a scrivere canzoni molti anni fa (e ad approcciarsi con la musica ancora prima di allora).
Una descrizione in presa diretta di passaggi della sua vita, una cupezza di fondo che riesce a rappresentare senza né trascinarci con se né trascurare i dettagli più intimi e profondi che ha deciso di condividere, un EP di quasi 17 minuti nei quali riusciamo a conoscere Caterina Rebesani più di quanto ci aspettassimo, e con lei la sua visione del mondo attuale.
Un viaggio dal punto più basso dell’inizio con Manchi tu, intimista al massimo con un piano che sottolinea la voce e ciò che vuole dirci, che si evolve pian piano mentre maturiamo con lei e raggiungiamo l’assoluta consapevolezza di Amati e vai avanti, per avviarci alla fine con SMN, dove la musica sbuca su una leggerezza ed un ritmo che ci erano fin qui sfuggiti.
La scrittura dei testi stupisce in ogni pezzo per la coscienza già raggiunta nonostante siamo solo all’esordio, la voce sa raccontarli alla perfezione e la musica si unisce senza togliere mai importanza: la chiusura con La mia generazione va oltre l’esperienza dell’artista e vuole ergersi a voce di molt* altr* accanto a lei.
Parla di ciò che succede tra le persone che la circondano e che all’ascoltatore potrebbe sfuggire, non senza accusa, riuscendo a bilanciarsi con successo tra la narrazione e la condivisione delle proprie idee accompagnata da una chitarra scarna, l’ennesima riconferma di una scrittura diretta che riesce a portarci davanti ad un punto di vista che spesso non vogliamo vedere, sollevandoci da ogni attenuante.




