Citizen Rage – Harsh Reality

Recensione del disdo “Harsh Reality” (Cursed Blessings Records, 2023) dei Citizen Rage. A cura di Nicola Stufano.

Direttamente da Calgary, i Citizen Rage si presentano come un quintetto hardcore-punk dall’appeal abbastanza classico sul genere. Arrivati a quasi dieci anni di carriera, non avevano però mai sfornato un disco per intero, limitandosi a colorati EP (tutto ma non il bianco, alla faccia vostra, Beatles!): nero, rosa, blu, giallo, verde, rosso, in ordine sparso. I tempi evidentemente erano maturi per l’uscita di “Harsh Reality“, che come si può intendere da copertina e titolo, non lascia molto spazio all’ottimismo e ai buoni sentimenti. 

A dir la verità, il disco nei primi passaggi lascia ben sperare: Whats It To You, per quanto smaccatamente classico, dà l’idea di un buon hardcore da live band. Nel secondo pezzo Given No Hope tentano un’improvvisa e anomala svolta sull’originalità, improvvisando un canto indiano (un po’ troppo a lungo, a dire il vero). Ma poi il resto si appiattisce alquanto sul genere, con pochi guizzi di qualità (come Look For Me In Darkness)

È chiaro, chi fa hardcore punk merita sempre stima e un po’ più di rispetto di un cantante neomelodico. Ma si possa almeno addebitare ai Citizen Rage il reato di anafora sui cliché di genere. Insomma, guardiamo la copertina: la società dell’immagine, gli sbirri che menano in sfondo, il povero, il McDonald, il Walmart. Tanti temi sui quali essere sempre allineati e sensibili, per carità, ma proposti in questo modo già allo sfinimento. Di tale impronta è di conseguenza la musica di questo disco, che il sottoscritto per primo apprezzerebbe dal vivo.

Anche il video di Walls, su un tema anche un po’ più interessante (l’abuso di farmaci), col medico che si porta via il sacco di soldi brandizzato Big Pharma. Eddai su, uno sforzo in più.

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