King Gizzard & The Lizard Wizard – PetroDragonic Apocalypse; Or, Dawn Of Eternal Night: An Annihilation Of Planet Earth And The Beginning Of Merciless Damnation

Recensione del disco “PetroDragonic Apocalypse” (KGLW, 2023) dei King Gizzard & The Lizard Wizard. A cura di Piermattia Vantaggi.

I King Gizzard & The Lizard Wizard sono tra le realtà più prolifiche della scena rock australiana. La band guidata da Stu Mackenzie, infatti, con “PetroDragonic Apocalypse” ci regala il loro ventiquattresimo disco.

Direi che dati alla mano possiamo considerarli abbastanza produttivi, visto il numero esoso di lavori pubblicati dal 2012 ad oggi. Tra l’altro è da citare che i ragazzi non si sono mai fatti troppi problemi a rivoluzionare radicalmente la loro musica da album ad album, passando dal rock psichedelico al thrash metal senza troppo sforzo. L’ultima fatica del gruppo è a tutti gli effetti da categorizzare come una delle loro produzioni più dure in termini di sound, i nostri, infatti, hanno confezionato un prodotto duro e puro, che però si lascia contaminare anche dalla sempre presente verve psych che la band ha nel sangue. 

Motor Spirit, la traccia che ci introduce al disco, è una vera e propria scarica di adrenalina, durante l’ascolto, infatti, avevo pensieri distruttivi ed ero indeciso se far esplodere qualcosa o se ubriacarmi e iniziare a danzare in maniera scomposta. Supercell e Converge continuano sulla scia dalla traccia precedente: cavalcate selvagge di batteria, grintosi riff di chitarra che richiamano il thrash metal anni ’80 e ’90, ma anche un certo tipo di prog, la voce graffiante di Stu Mackenzie, che in questo caso, testualmente, si lascia letteralmente andare ad una vera e propria opera di mitopoiesi, narrandoci di creature mistiche che fanno robe assurde e, chiaramente, sputano fuoco e portano distruzione un po’ ovunque nel globo. Il resto del disco è un po’ una ripetizione nel senso che l’headbanging è naturale e d’obbligo e che i nostri sembrano non volersi fermare mai: non c’è un momento di vuoto, le ballad romantiche che sono presenti in ogni singolo disco metal che si rispetti, qui sono rigettate totalmente, insomma, fanculo ai capelloni che in momenti di debolezza scrivono canzoni d’amore, qui non c’è posto per voi!

In conclusione, questo disco è pura energia, i King Gizzard & the Lizard Wizard tornano sulle scene con un prodotto devastante, davvero ispirato e che, sicuramente, verrà ricordato come uno dei loro lavori più riusciti. Personalmente li ho sempre apprezzati maggiormente nei loro momenti psichedelici ma se i loro dischi più duri mantengono questa qualità, beh, ben venga.

Consiglio l’ascolto di “PetroDragonic Apocalypse” a tutti i fanatici di un certo tipo di rock, per comprendere come si può riuscire a confezionare un prodotto, sicuramente dalle tinte vintage, che riesce a convincere fino in fondo e che alla fine della fiera si rivela essere un vero e proprio diamante grezzo. 

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