Benefits – Nails

Recensione del disco “Nails” (Invada, 2023) dei Benefits. A cura di Lucio Leonardi.

C’è una sorta di rabbia crescente in Inghilterra, si sente in vari gruppi fuoriusciti da quelle nebbiose lande ultimamente e si sente, tanto, in questi nuovi Benefits.

Ciò che fanno questi 4 ragazzacci non è facile da inquadrare: c’è il noise industriale, quello rock e anche quello che si ciba di massimalismo elettronico. C’è tanta dissonanza, ci sono scorie grind, ritmi blandi e notturni provenienti da Bristol, distorsione che copre tutto, una voce che sputa imperterrita i mali di una nazione e di una società ormai al collasso, inarrestabile, declamatoria, a volte quasi rap, un fiume in piena difficile da fermare. C’è l’ambient.

Un minestrone che se da un lato può sembrare un inconcludente mappazzone di roba senza capo né coda, all’atto pratico si rivela un pugno allo stomaco, diretto, autentico, furioso, per nulla eterogeneo, tenuto in piedi da quella voce, sgraziata, veloce, incazzata.

“Nails” è minimale ma potentissimo, anche quando si ferma in notturni crescendo cupi ed emozionanti. “Nails” è il primo passo di questa band straordinaria, aspettando già da adesso il prossimo capitolo.

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