Kostnatění – Ùpal

Recensione del disco “Ùpal” (Willowtip Records, 2023) di Kostnatění. A cura di Fabio Gallato.

Se parliamo di contaminazione tra black metal e sonorità mediorientali, il riferimento è inevitabilmente quello dei sauditi Al Namrood, ben capaci di inserire melodie e atmosfere del proprio immaginario negli stilemi della musica estrema. Ed è in questo scenario che si inserisce il progetto bizzarro, ma al tempo stesso serissimo, di Kostnatění, misterioso moniker dietro cui si cela l’altrettanto misteriosa one-man-band a firma D.L., che viene da Minneapolis, canta in ceco e soffre di una fascinazione deflagrante per il folklore anatolico e arabeggiante. 

Eccentrico lo è di sicuro, originale pure, ma la cosa che più colpisce del progetto Kostnatění è la lucidità nel viaggiare su più binari contemporaneamente creando una miscela che espande senza confondere le frontiere del genere. “Ùpal” non è dunque una pura somma di elementi, ma piuttosto una fusione, è vento gelido e sferzante che congela le dune ribollenti del deserto, è un claustrofobico incontro di epoche e culture, un viaggio infernale nell’esotico. In una tracklist ricca di colpi di scena, ma anche di scivoloni schivati nel kitsch, spiccano i 3 brani centrali: la strumentale Opál, che sembra un rito di evocazione demoniaca, la dissonante Skrýt Se Před Bohem e la sghemba Nevolnost je vše, čím jsem, che rivede in chiave bizantina la psichedelia estrema degli Oranssi Pazuzu. 

In generale, a fare di “Ùpal” un prodotto interessante è il dialogo continuo tra orrore e melodia, oltre ad una apprezzabile imprevedibilità: D.L. cerca di stupire non solo con l’esotismo, ma anche con arrangiamenti e soluzioni sonore che sfiorano l’avanguardia, soprattutto nel botta e risposta tra chitarre e batteria, che non si limita alla solita dialettica riff / blast-beat ma mira anzi alla complementarità tra gli elementi e all’arricchimento reciproco. 

Difficile trovare nelle più recenti produzioni black-metal tanta ambizione e tanta ricerca, ed è un aspetto questo che rischia però di allontanare gli ascoltatori più a proprio agio in una comfort zone che ha di fatto appiattito il genere. Per tutti quelli che invece nell’ormai consueta discesa negli inferi cercano nuovi brividi e scossoni quello di Kostnatění è sicuramente un progetto di sicuro fascino.