The Underground Youth – Nostalgia’s Glass
Recensione del disco “Nostalgia’s Glass” (Fuzz Club, 2023) dei The Underground Youth. A cura di Simone Catena.
Il progetto post punk psichedelico The Underground Youth torna a splendere a distanza di due anni con un un nuovo, malinconico lavoro in studio, fatto di tematiche struggenti e visionarie. La band nasce a Berlino nel 2008 e, cavalcando l’onda oscura del sound scenico e creativo e sviluppando poi un sound cinematografico e artistico, si è distinta grazie ai loro strabilianti e sentimentali loro album. In questo undicesimo capitolo intitolato “Nostalgia’s Glass” viene descritto a pieno lo stato d’animo personale e passionale del gruppo, mettendo in ordine ogni idea in un racconto emblematico, crudo e rumoroso. La produzione infine viene affidata alla label inglese Fuzz Club.
Il disco viene anticipato dallo stupendo singolo I Thought I Understood, un brano malinconico dal testo significativo e morbido in cui la calda linea vocale abbraccia un’emozione forte che guarda al passato come un dolce e lucido ricordo, inseguendo una ritmica solida e ben costruita. La band con quest’opera dimostra di avere ancora molto da dire, costruendo una struttura ossessiva, sensibile e accogliente. Nel giusto ordine però iniziamo con l’apertura soffusa di Èmilie, che viene innescata da un arpeggio delizioso grazie a uno stile musicale vicino ai Joy Division, dando vita a una poesia drammatica carica di romanticismo. Finite As It Is invece si colora di energia con una ritmica decisa che risveglia una vibrazione dormiente, distorcendo man mano il percorso acido e un ritornello armonico, fino a lasciarsi andare nel passaggio finale, rumoroso e graffiante. Le stesse emozioni continuano su Another Country, una canzone diversa e lineare. Il sound poi diventa più calmo sulle note della seguente Frame of Obsession, con l’ambiente oscuro che tinge il testo di calore e nostalgia, una composizione unica e completa che cerca di spazzare via gli elementi negativi da questa vita. Dopo l’intermezzo di pianoforte amplificato e sensuale in Interlude ci trasciniamo con decisione nella title track in cui il timbro angelico e acustico della chitarra influenza in chiave positiva questo lavoro, viaggiando su una storia d’amore. Uno dei brani più belli e riusciti.
Il trittico finale si presenta con il basso ipnotico di The Allure of the Light e una maggiore sonorità dream new wave che regge il tiro vocale eccellente del cantante Craig Dyer, passando poi per la preghiera triste e desolante di Omsk Lullaby e la chiusura orchestrale di Epilogue.
“Nostalgia’s Glass” è una raccolta magica di canzoni che strizza l’orecchio al passato e alla sua inconfondibile bellezza musicale, esplorando un bagaglio romantico e di qualità.




